Il grande nulla - James Ellroy
E‘ la notte di capodanno del 1950 a Hollywood e il nuovo decennio comincia nei peggiori dei modi per l’agente Danny Upshaw. Un omicidio. Un corpo straziato da mutilazioni e ferite multiple e di genere inequivocabilmente sessuale. Sebbene il caso non rientri nella sua giurisdizione, Upshaw non desiste, vuole scoprire chi si trova dietro a tanto orrore. Il ritrovamento, dopo poco tempo, di altri due cadaveri, anche questi nudi e orribilmente mutilati, confermano la pista iniziale che conduce a delitti contro omosessuali. Parallelamente si svolge l’inchiesta del Gran Giurì, cappeggiata da Ellis Loew, il capo della sezione criminale dell’ufficio del procuratore distrettuale, decisa a stanare i comunisti di Hollywood. I sergenti Mal Considine e Dudley Smith e l’ex poliziotto Buzz Meeks, ora portaborse di Howard Hughes, fanno parte del gruppo di inchiesta. Sia Mal che Buzz sono disinteressati alla minaccia rossa, ma se Mal desidera al più presto diventare capitano per ottenere l’affidamento del figlio Stefan, Buzz ha invece bisogno di soldi. A loro si unisce Danny, in qualità di infiltrato.
Meraviglioso, come sempre.
Sequel di La Dalia Nera e prequel di L.A. Confidential.
La quadrilogia di L.A. (La Dalia Nera, Il Grande nulla, L.A. Confidential e White Jazz) è indubbiamente l’opera migliore di Ellroy. Con Il Grande nulla, l’autore ci regala, ancora una volta, un trio di personaggi unici, dal tormentato Danny, in bilico tra una omosessualità che rifiuta e da cui allo stesso tempo è attratto; all’enigmatico Mal, uno stratega, intelligente e acuto, ma poco incline a sporcarsi le mani; ed ovviamente Meeks, il personaggio “tipo” di Ellroy, l’uomo buono, ma costretto ad usare la violenza per farsi rispettare e per sopravvivere nella giungla di Los Angeles.
Sebbene ognuno dei quattro romanzi sia legato a quello precedente e a quello successivo, ogni testo è autonomo, ha perciò un inizio ed una fine ben definiti. Il Grande nulla è brutale, violento, efficace, come ogni opera di Ellroy, e, all’interno della quadrilogia, è il più drammatico, il più amaro. La descrizione degli omicidi è volutamente minuziosa e priva di filtri, il tema dell’omosessualità è centrale, ma è la disillusione dei tre protagonisti a fare da padrona. Il loro è il punto di vista di quattro uomini finiti, sebbene sotto aspetti differenti, e la realtà raccontata attraverso i loro occhi è ancora più buia e torbida di quanto già non fosse negli altri tre romanzi.
Un libro che non può mancare all’interno della biblioteca degli appassionati di noir, genere di cui Ellroy è il miglior esponente ancora in vita.



