TOP 5:
1. Suburban War, Arcade Fire
2. Spanish Sahara, Foals
3. Lights, Interpol
4. We Used To Wait, Arcade Fire
5. Pyro, Kings Of Leon

Arts Club Awards - Best Song: Suburban War, Arcade FirePartiamo con una confessione. Sono sempre stato in difficoltà nei confronti degli Arcade Fire, dei quali ero da sempre consapevole del grande talento: eppure, in passato faticavo a schiacciare il tasto repeat (esclusa la devastante 'Rebellion') e a non pensare che le loro canzoni si trattavano di ottimi lavori cui mancava qualcosa, senza cioè che il mio gusto mi riportasse in modo naturale ad ascoltarli copiosamente, come succede con altri artisti molto meno bravi. Poi però l'affresco suburbano, evoluzione e consacrazione, mi ha definitivamente steso e convinto.


'Suburban War' vince l'Arts Club Award 2010 come miglior canzone dell'anno, perché apice compositiva all'interno del concept album capolavoro “The Suburbs”. L'incedere grandiosamente disturbante di questa canzone narra di una periferia sonora postmoderna e scura, racconta di amicizie che si dividono e di paesaggi che cambiano per colpa del tempo che modifica e violenta cose e persone, “they keep erasing all the streets we grew up in”, e la malinconia lascia spazio al disturbo, all'alienazione, alla patologia del vivere della periferia e della città del terzo millennio, che fa violenza all'anima in un affresco sublime. E infine, inaspettata e solenne, l'esplosione finale, che è un lamento, un urlo disperato di aiuto e di paura per il senso di smarrimento dell'identità e dell'esistere, nel presente, del passato e del presente.


In fondo quello con cui abbiamo a fare nei nostri giorni è una guerra quotidiana, che non è fatta di oggetti ma di parole usate come armi, e del sentimento dell'angoscia come categoria di spazio e tempo della contemporaneità. Questa canzone è come guardarsi allo specchio e fare i conti con questa realtà, senza nessun trucco che l'addolcisca.


Gli Arcade Fire piazzano addirittura due canzoni in questa speciale classifica, entrambe tratte da “The Suburbs”: la seconda di queste (quarto posto) è 'We Used To Wait', altra perla dal medesimo genio. Non solo Canada nel “best song of 2010”, ma certo tanta America, con gli sperimentali Interpol di Lights (terzo posto) e il pop-rock di Pyro dei Kings Of Leon (quinto posto), stelle ormai affermate anche in ambito commerciale.


Meritevole di maggiore attenzione è però il caso dei Foals, band anglo-greca di stampo intellettuale che ci regala un capolavoro degno quasi del primo posto, Spanish Sahara, meravigliosa ballata di quasi sette minuti che figurerebbe stupendamente in qualunque album dei Radiohead. Rimangono fuori dalla Top 5, con rammarico, gente come i The Drums, i Klaxons e tanti altri che ci hanno fatto ballare, cantare, sognare. Ma i posti erano pochi, e la concorrenza alta.


Alessandro Gandini