The Black Dahlia - Brian De PalmaSul grande schermo un film tratto dalla mano del geniale James Ellroy, consigliato però a chi non ha letto il romanzo...

The black Dahlia di Brian De Palma

La regola è ancora una volta confermata: “mai leggere il libro se non ti vuoi rovinare il film e mai vedere il film se non vuoi rovinarti il libro”.

Questo vale anche per “The Black Dahlia” tratta dall'omonimo romanzo di James Ellroy.

La pellicola è buona; ottimi costumi, perfetta scenografia e ambientazione tipicamente anni '40/'50, attori perfetti per il ruolo (soprattutto Hartnett ancora una volta una rivelazione!), ma non è il libro.

L'ossessione per la Dalia Nera, la giovane donna al centro della narrazione trovata morta orribilmente mutilata, così presente nel libro non traspare mai nel film; Parker e J. Friedman, lo sceneggiatore, hanno voluto dare un taglio differente alla pellicola ponendo come punto focale il complesso rapporto tra i due poliziotti protagonisti, due ex pugili: Bucky e Lee, soprannominati Fuoco e Ghiaccio, innamorati della stessa donna (una splendida Scarlett Johannson), e la crescente attrazione di Bucky verso la dark Madeleine (che nel film addirittura cambia il cognome da Sprague a Linscott).

La trama del lungo ed avvincente romanzo viene rispettata fino alla fine del primo tempo per poi essere trasformata in tutt'altro, ovvero in una sorta di ibrido tra thriller ed film drammatico-esistenzialista; manca completamente la suspense, al contrario pressante nel romanzo, e la forza, talvolta la violenza, della parola di Ellroy si percepisce solo a sprazzi, ma tutto questo può essere solo colto solo dal lettore che, dopo il libro, vede il film, diversamente un comune ed ignaro spettatore apprezzerà la meticolosità nella ricostruzione dell'atmosfera del periodo e la trama pur sempre piacevole e scorrevole.

Dovuta la citazione ad una eccezionale Fiona Shaw nel ruolo di Ramona Linscott.


Selene Coccato