Tropic Thunder - Ben Stiller
Una troupe di attori superfamosi e strapagati è impegnata in una mega produzione per un film sulla guerra in Vietnam. Visto che il film procede a rilento a causa della poca chimica tra le superstar il regista e lo sceneggiatore pensano bene di paracadutare gli attori nella giungla tra telecamere nascoste e vedere come se la cavano finendo però coll’abbandonarli in una guerra vera.
Ben Stiller fa il botto al botteghino con un film esagerato e sopra le righe che riesce a far ridere alla grande e soddisfa i critici e gli intellettuali che vi scoprono dietro un progetto di insospettabile intelligenza. Una delle regole auree del comico si potrebbe sintetizzare così: prendi una situazione mitica e mettici dentro un idiota. Stiller prende due miti, Hollywood e la guerra, e li riempie di macchiette ultra caricaturali e fumettistiche: l’attore comico eroinomane, il rapper tamarro che si lancia nel cinema, il produttore iracondo e demoniaco (un irriconoscibile ed esilarante Cruise), il reduce di guerra mitomane, l’agente arrivista e ipocrita. In mezzo a questa baraonda spiccano Tugg Speedman (Stiller) l’attore di film d’azione in declino e frustrato per aver mancato l’Oscar e Kirk Lazarus (il superbo Downey Jr), il più grande attore del mondo fanatico dell’immedesimazione al punto di cambiare colore della pelle per interpretare un nero.
Parodia spietata di Hollywood e dei meccanismi dello star system inserita nella parodia dei film di guerra (infinite le citazioni di tutti i film mito del genere) Tropic Thunder è un film su un film che nasconde la profondità del progetto autoriale di Stiller dietro gli effetti speciali, le batttute grossolane, la recitazione sopra le righe. In sintesi: andate a vedere questo film per ridere come dei matti e poi a mente fredda apprezzate come Stiller sia ben riuscito a prendere tutti per il culo, anche se stesso.



