La vita segreta delle parole - Isabel CoixetDove stanno le parole quando sono troppo pesanti per uscire dalle labbra? Forse in un gesto reiterato, forse nel silenzio delle emozioni o nella nudità di una stanza, in una ruga d'espressione sul viso o nell'infinito orizzonte di uno sguardo sul mare. E' in ogni cosa (tranne che nel suono) che le parole conducono la loro vita segreta, con il loro carico di verità e di sofferenza, come sa bene la protagonista di questo film. Hanna è una giovane donna che vive di solitudine e silenzi e che per una coincidenza si ritrova a lavorare come infermiera su una piattaforma petrolifera con il compito di assistere Josef, un operaio rimasto temporaneamente cieco in seguito ad un incidente sul lavoro. Comincia così, dopo le difficoltà iniziali, un gioco di delicata complicità tra i due che porterà a galla le dolorose memorie di Hanna, sopravvissuta alla Guerra dei Balcani.

Due dunque i pregi della pellicola: non solo quello di dare spazio a questo evento della storia recente, troppo spesso dimenticato nonostante si sia incredibilmente consumato in un Paese a noi molto vicino geograficamente, ma anche quello di evocarlo in modo così inconsueto. Non vi sono infatti scene che ricostruiscano le vicende della guerra ma solo le nude parole di Hanna che risuonano finalmente tra le mura dell'infermeria rivelando tutta la loro forza drammatica e offrendo la chiave per comprendere la sua strana e malinconica condotta.

Un film che vive di un ritmo lento (a volte un po' troppo) e di una raffinata cura per i particolari per cui la camera della Coixet si sofferma ora su una mezza mela avanzata e abbandonata sul tavolo, ora sul movimento di una mano o sulla superficie mutevole del mare. Il film si sblocca proprio quando avviene la rivelazione, quando ciò che era nascosto e segreto viene allo scoperto destando il dovuto sconcerto. Uno sconcerto suscitato dal valore di una testimonianza, dal peso di una memoria troppo trascurata e dalla vergogna di una ragazza per essere sopravvissuta all'ennesima sporca guerra.

"... lo sa quante Hanna ci sono? Può immaginare quanto sangue e quanti morti? Quanto odio..."


Gabriele Guglielmi