Volevo solo diventare una critica cinematografica

The Twilight CagaCiò che oggi mi spinge qui a scrivere di nuovo, dopo lustri di silenzio, è un incredibile fenomeno letterario e cinematografico, che ha mietuto tonnellate di accaniti estimatori all over the world: The Twilight Saga.
Ci tengo a precisare che, in questo caso, si è trattato di un’esigenza professionale. Avventurarsi nei film tratti dai libri della Meyer, certamente non è stata azione compiuta per mio personale diletto. Ad ogni modo, ho iniziato con Twilight, ho continuato con New Moon e mi appropinquo, impavida, verso Eclipse.

Ma ho visto abbastanza per buttar giù qualche impressione, fatta però una doverosa premessa:
Aperta Parentesi:
Vorrei avere 13 anni per poter dare libero sfogo alla mia insana attrazione nei confronti di Robert Pattinson.
Chiusa Parentesi.

Veniamo, adesso, finalmente a questo capolavoro della cinematografia contemporanea. Di solito non racconto la trama del film, che è una cosa a cui sono contraria per principio ma, in questo caso, non farlo sarebbe una crudeltà.

Bella Swan si trasferisce in qualche postaccio nello stato di Washington, climaticamente simile a Milano, se non fosse per qualche foresta di troppo e per i prefabbricati. Ovviamente si innamora di Edward Cullen, un anemico, tenebroso figaccione con l’acconciatura alla James Dean in gesso, che inspiegabilmente decide di ricambiarla. Sia chiaro, soltanto perché è un vampiro e desidera ardentemente abbeverarsi alla giugulare di lei. In caso contrario, visto e considerato l’incontenibile anonimanto dell’adolescente, non l’avrebbe mai filata di pezza. Lei è una tipa decisamente sveglia che ha bisogno di una interminabile ora e mezza di film per capire che il suo beneamato è un succhiasangue vegetariano [?(?)]. L’attrice, il cui nome ignoro e voglio continuare a ignorare, è piuttosto da denuncia, dato che offre agli spettatori la costante impressione di essere in preda a scompensi intestinali e di avere urgente bisogno di un imodium, qualunque battuta pronunci.

Poi, finalmente, la rivelazione. Edward confessa la sua natura, prendendosi in groppa la sua eroina e portandola in 2 nanosecondi in cima alla montagna, che a me è venuto da pensare che comunque i vampiri sarebbero degli ottimi mezzi di trasporto poco inquinanti. E per farli campare gli si potrebbe dare in pasto metà della popolazione italiana (ma non dirò quale, ai lettori più arguti lascio libera intuizione). Una volta in cima, ecco che Edward si spoglia e allora pensi “Vai, trombano”. Invece no. Lui si spoglia per farle vedere che alla luce del sole riflette come una vetrina di Cartier, è tutto sbrilluccicoso, tipo quegli smalti osceni che andavano di moda a fine anni Novanta. Bella, del tutto stordita, vedendolo come un gigantesco Swarowsky e immaginandolo già nella credenza di casa, gli dice che è bellissimo, che non le importa, che vuole stare con lui…

Si assiste così alla storia d’amore adolescenziale più stereotipata e noiosa delle storie d’amore adolescenziale, che stereotipate e noiose lo sono già per definizione, quindi s’immagini lo sforzo creativo che c’è dietro. I dialoghi sono imbarazzanti, tutti i cliché sull’amore impossibile e incondizionato tipico di quell’età vengono messi in scena con barbara superficialità… ma nemmeno quella, nemmeno l’evidente assenza di personalità riesce a colpire. Nulla colpisce, né in bene, né in male di questo mistico polpettone para-fantasy. Pochissima azione e interminabili, santo cielo, interminabili visioni dei due ragazzotti immersi in prati fioriti, in radure di campagna, in pozze d’acqua putrida, stesi, a guardarsi negli occhi. Roba che, in confronto, Dawson’s Creek era una scarica di adrenalina e Joey Potter una donna intelligente.
Tuttavia, l’amore impossibile tra i due, come da copione, a pochi minuti dall’inizio del secondo capitolo – New Moon - finisce ed Edward sparisce. Che, intendiamoci, se io fossi stata una fan e avessi atteso un anno il secondo film per gustarmi il mio beniamino in tutto il suo fluorescente splendore e tu me lo fai sparire dopo 10 minuti, a me un po’ sulle balle ci sali eh…

Tornando alla trama: Bella supplica per l’ultima volta l’immortalità. Lui, spaventato all’idea della monogamia eterna, si nega e sparisce. Allora Bella, dopo circa un trimestre di depressione acuta, si consola con un Californian Dream Man che vive nella riserva, Jacob, e che per hobby si trasforma in un gigantesco lupo, se poco poco lo fai incazzare.

Per una serie di intricati eventi insulsi Bella, che intanto si è manifestata in tutta la sua gravità psichiatrica, in quanto totalmente incapace di vivere serenamente senza diventare oggetto di contesa tra vampiri d’ogni genere e licantropi, ritrova finalmente l’amore con il suo adoratissimo Edward. Ma resta il piccolo problema che comunque non si tromba, onde evitare che il vampiro perda il controllo e proprio lì lì nell’amplesso, se la pappi. Ciononostante, arriva la proposta di matrimonio che, come è facile intuire, si fonderebbe su solidissime basi. E anche la seconda puntata termina in perfetto stile Beautiful, obbligandoti a vedere la terza sebbene la tua epidermide e il tuo intestino sappiano benissimo che dovresti evitare.

In conclusione: questa saga mi sembra abominevole. Non ho nulla contro l’intrattenimento fine a se stesso e non sono necessariamente favorevole ad un cinema snob e impegnato ma… per carità! Se, da un lato, posso comprendere il generale infoiamento del giovanissimo pubblico nei confronti di questa storia, ho serissime difficoltà a legittimarlo nelle platee più adulte, che dovrebbero essere popolate di spettatori leggermente più evoluti, leggermente più critici, tendenzialmente più tridimensionali.

E comunque, per dirla tutta, questi film fanno male anche alle adolescenti… che si aspettano di avere principi azzurri eroici, pronti a difenderle per l’eternità… e poi scoprono… gli uomini.

Detto questo, mi imbatto in Eclipse.


Stella Pulpo