Ishqiya (Two Thieves) - Abishek Chaubey
Due simpatiche canaglie, truffatori e ladri di professione, scappano dalle grinfie del loro capo che gli sta facendo scavare la fossa. Khalujan e Babban, questi i nomi, anzi i soprannomi, dei due malviventi, cercano rifugio a casa di un loro vecchio compagno di malefatte, Vidyadhar Verma, ma trovano solo la moglie Krishna, che gli comunica che il marito è morto in un incidente domestico. La vita dei due viene sconvolta da questa donna, a cui Verma ha insegnato tutti i trucchi del mestiere. Entrambi nutrono infatti speranze romantiche nei confronti di lei, che sapientemente tiene un po’ i piedi su due staffe: mentre fa la sentimentale con Khalujan (continuando però a chiamarlo zio), fa sesso con Babban. I tre decidono di rapire Kakkar, un uomo d’affari, così guadagneranno abbastanza soldi per scappare dal loro capo Mushtaq, che li vuole morti. Ma la rivalità amorosa spinge Khalujan e Babban, che sono zio e nipote, a litigare, così Krishna ne approfitta per scappare e torturare l’uomo rapito per un suo tornaconto che non vi svelo.
Ishqiya, che è il primo lungometraggio di Abishek Chaubey, è un film d’azione ambientato nell’India rurale che non disdegna una vena di romanticismo (“ishqiya” significa infatti “romantico” ci spiega l’aiuto regista, presente in sala). I due ladri sotto la dura corazza sono infatti due romanticoni, specialmente Khalujan (il cui vero nome è Iftikhar), che sogna di ritirarsi dalla vita pericolosa di malvivente locale. E’ l’ennesimo film indiano recente (almeno tra i non molti che ho visto io) che mostra dei personaggi femminili forti, determinati e che reggono le fila del gioco, probabilmente in contrapposizione con lo stereotipo di donna sottomessa e docile che ha stancato e che probabilmente molti non ritengono più realistico e al passo coi tempi.
Ishqiya non appartiene propriamente al filone degli “heist movies”, i film americani sui grandi colpi, come chessò The Italian Job o Mission: Impossible, semplicemente perché si tratta di un’altra cinematografia, con regole del tutto diverse. Certo c’è una trama complicata ed una serie di elementi comici per tenere alta l’attenzione, ma il risultato è del tutto diverso. Il film è una miscela, un “masala”, di commedia romantica con triangolo amoroso, gangster movie, film d’azione, che alle volte vira nel melodramma. Per quanto difficile accostarsi ad un cinema così distante da quello a cui siamo abituati, perché così “sovrabbondante”, Ishqiya è un film simpatico e divertente, anche se non certo da annoverare tra i capolavori del cinema mondiale dal punto di vista artistico. Il finale è un po’ spiazzante; è aperto, ma non troppo, e potrebbe non convincere tutti.




