La donna della mia vita - Luca Lucini
Leonardo e Giorgio sono due fratelli molto diversi tra loro. Tanto il primo è affidabile, impacciato e sensibile, quanto il secondo è incostante, vanitoso e donnaiolo. A tenerli uniti ci pensa da sempre Alba, tipica madre italiana possessiva e con la mania del controllo nei confronti dell'intera famiglia. Almeno fino al giorno in cui Giorgio scopre che la nuova fidanzata del fratello non è altri che Sara, con cui ha avuto in precedenza una delle sue numerose relazioni extraconiugali. A quel punto ogni cosa verrà alterata: gli affetti, le relazioni, i comportamenti e l’ordine lascerà il posto a un grande scompiglio. Ancora una volta sarà Alba a intervenire per riportare l’armonia in famiglia.
Il regista Luca Lucini ha detto di essersi ispirato alla commedia brillante americana ma il risultato è solo un'effimera e fiacca pochade senza guizzi e dai risvolti decisamente scontati. La sceneggiatura di Giulia Calenda e Teresa Ciabatti, basata su un soggetto di Cristina Comencini, si avvita presto in un crescente quanto inverosimile accumulo di equivoci, bugie, tradimenti, paternità incerte e colpi di scena degni di una soap opera, così come risulta per nulla credibile lo scambio di ruoli tra i due fratelli.
Spiace constatare che dialoghi, situazioni e personaggi scritti da tre donne siano così infarciti di luoghi comuni e banali stereotipi sulle relazioni tra i sessi: le donne del film si innamorano sempre di uomini traditori e inaffidabili che le fanno soffrire, salvo poi ripiegare su altri più buoni e rassicuranti di cui, in realtà, non si possono davvero fidare. Anche questi si rivelano infatti dei traditori, lupi travestiti da agnelli che scoprono tardivamente la propria vera natura, perché in fondo, come dice Lella Costa a Stefania Sandrelli, “gli uomini cercano solo quella cosa ma quando poi ce l'hanno non sanno cosa farsene”.
Stancamente si giunge all'immancabile finale consolatorio e un po' ipocrita in cui tutto si aggiusta, l'amore vero trionfa e le scappatelle vengono perdonate. E se per far quadrare il cerchio si deve ricorrere a qualche manipolazione o menzogna poco importa, quello che conta davvero è ristabilire l'equilibrio all'interno del nucleo famigliare finalmente ricomposto.
Nemmeno il cast riesce a risollevare le sorti del film: alle prese con simili ruoli, gli attori di comprovata esperienza come Alessandro Gassman e Stefania Sandrelli recitano con il pilota automatico inserito, Luca Argentero annaspa senza convincere mai davvero, mentre Valentina Lodovini gioca di sottrazione e risulta poco valorizzata.
Piuttosto invadente e imbarazzante il product placement di una marca di biscotti molto in voga negli anni '80 e di un celebre marchio di intimo, di cui proprio Argentero è stato testimonial.



