La madre che mi manca - Joyce Carol Oates
Mount Ephraim, maggio 2004, è il giorno della festa della mamma e Gwen riceve la visita delle sue due figlie: Clare, la maggiore, sposata e con due figli; e Nikki, single, la figlia più ribelle, quella che, rispetto alla sorella, vive un forte e complesso rapporto conflittuale con la madre.
Quando Gwen muore tragicamente, uccisa da un malvivente, è proprio Nikki a patire di più la perdita della propria madre, rimanendo travolta da un'ondata di stati d'animo contrastanti come la sensazione di vuoto assoluto e il disperato risentimento verso un madre che non c'è più e che solo dopo avere tragicamente perso, sarà in grado di conoscere ed amare. E' l'inizio del viaggio di Nikki nel suo passato e in quello della madre, un viaggio tra le pareti della casa di Gwen, al termine del quale la giovane donna riuscirà ad amare di più e a comprendere meglio non solo sua madre, ma anche se stessa.
Un libro sull'elaborazione di un lutto e non solo. Dalle innegabili doti consolatorie, questo romanzo coinvolge profondamente attraverso la narrazione di un rapporto madre-figlia tanto bello quanto complesso. E' come se l'autrice volesse, attraverso le proprie parole e a questa storia semplice nella narrazione, ma non nei contenuti, aiutare tutte quelle persone che hanno subito un lutto tanto improvviso quanto incomprensibile. Nikky è ognuno di noi. E' il paradigma del rapporto di amore e odio che si instaura tra madre e figlia, così come Gwen è il simbolo dell'amore materno, quello che comprende sempre, quello che ama senza riserve e sa accogliere la propria figlia senza chiedere nulla in cambio.
E' un libro delicato che tocca piacevolmente le corde di ognuno di noi, perché tutti abbiamo avuto una madre con cui non sempre siamo andati d'accordo e ognuno di noi può leggere nel rapporto tra queste due donne anche qualcosa di sé.



