Neds - Peter Mullan
Gran Bretagna, 2010
Drammatico.
John Mc Gill è un ragazzino intelligente, studioso, sensibile ma immerso in un contesto difficile; una famiglia vittima di un padre alcolizzato nella proletaria Glasgow degli anni'70. Per evitare di subire le ingiustizie da parte dei coetanei più violenti, decide di unirsi ad una gang di “neds” (Non Educated Delinquents) che lo trascinerà in una spirale di crimine e violenza che sembra divenire sempre più irreversibile.
Peter Mullan aveva dimostrato di essere un bravo regista con Magdalene con cui vinse il Leone d'Oro nel 2002, e Neds ne è la conferma; un film crudo, vero, un reportage nella vita di un giovane sbandato senza mezze misure.
Se all'inizio racconta la vicenda con ironia (memorabile la rissa fra gang con sottofondo musicale Cheeck to cheeck) scena dopo scena si ha l'impressione di precipitare in un vortice sempre più profondo.
Il contesto in cui si svolge la vicenda, una Glasgow perennemente dominata da un cielo grigio e opprimente, è claustrofobico; in fondo tutti questi teppisti sono incatenati a queste loro esistenze condotte senza uno scopo, vittime di una noia che affrontano legandosi a queste gang, incapaci di credere in un futuro garantito nella legalità.
É impressionante la metamorfosi che subisce il giovane John; da ragazzino impaurito, con occhi azzurri dominati da un timore reverenziale verso chi è più forte, si trasforma in un teppista impavido, abile nell'usare le lame, drogato con visioni mistiche (così ironico ma anche così tragico il pestaggio che subisce da parte di Cristo sceso dalla croce, in uno dei suoi deliri).
Il talento di Mullan emerge anche nella scelta della colonna sonora, degli attori tutti in parte e straordinariamente espressivi (e lui stesso si ritaglia la parte del padre alcolizzato) e nello stile semplice ma efficace. Il tutto condito con un buon ritmo che non appesantisce lo spettatore.
Il regista è alla sua terza opera. Ci auguriamo che i suoi prossimi film siano, se non superiori, almeno a questa altezza.




