28° Torino Film Festival

Usa, 2010
Drammatico

Winter’s bone - Debra GranikLa diciassettenne Ree, un’adolescente coraggiosa e caparbia, è alla disperata ricerca del padre. L’uomo è un delinquente e per pagarsi la cauzione ha impegnato la casa e il terreno della sua famiglia. Nel caso non si presentasse al processo, la giovane (che vive con la madre malata e due fratelli più piccoli) sarebbe costretta a lasciare la casa, senza sapere dove andare a vivere.

Tratto dall’omonimo romanzo di Daniel Woodrell, il film si regge totalmente sulle spalle della protagonista, una bravissima Jennifer Lawrence, che sostiene la parte facendo emergere tutto il coraggio e la disperazione del suo personaggio, senza andare mai sopra la righe ma recitando con grande naturalezza.

Assistiamo impotenti al suo calvario: si scontra con il muro di omertà dei suoi conoscenti, bifolchi disperati che non sono stati neanche lontanamente sfiorati dal Sogno Americano, che per farla tacere, per depistarla, sono pronti a tutto. Arrivano così anche ad usare la violenza, incuranti di trovarsi di fronte a una creatura fragile, pronta a tutto per far vivere alla sua famiglia un’esistenza dignitosa.

La regista è abile nel condurre la tensione per 100’; si arriva ad una conclusione che forse era prevedibile, ma di sicuro tragica nel suo essere consolatoria e lieta. Stilisticamente ben fatto, si avvale di una bella fotografia e di una luce che fa risaltare i paesaggi rurali e desolati di un’America ben lontana dalle sfavillanti luci di Manhattan. Oltre all’attrice protagonista meritano una menzione due caratteristi come John Hawkes (già visto in La tempesta perfetta di Wolfgang Petersen) e una poco riconoscibile Sheryl Lee, la Laura Palmer di Twin Peaks.

Un film complesso nel suo svolgimento lineare, cupo e a volte sorprendentemente tenero. E' impossibile non partecipare con ansia alle vicende della giovane Ree, domandandoci se alla fine sopravviverà al suo calvario.


Giovanni Pesce