Last night - Massy TadjedinMichael e Joanna sono una giovane coppia di sposi belli e benestanti che vive a New York. Lui progetta ristrutturazioni di immobili commerciali, lei è una giornalista free-lance che cerca di superare il fatidico blocco dello scrittore dopo l'insuccesso del suo primo romanzo.

Un po' appannati dalla routine quotidiana, sembrano apparentemente uniti e innamorati. Almeno fino a quando, durante una festa di lavoro, Joanna conosce Laura, la nuova e sexy collega di Michael, e si accorge che tra i due c'è attrazione. La gelosia di Joanna farà emergere così non detti e mezze verità e durante le successive ventiquattro ore il loro matrimonio viene messo a dura prova: mentre Michael si reca per lavoro a Philadelphia insieme a Laura, Joanna incontra per caso Alex, suo grande amore di un tempo, irrisolto e mai realmente dimenticato.

Last Night ha inaugurato la 5° edizione del Festival Internazionale del Film di Roma e, come accade a quasi tutte le pellicole d'apertura di un Festival, ha ricevuto una pessima accoglienza da parte della critica. Indubbiamente non brilla né per ritmo né per originalità e in diversi passaggi pare un mosaico di altri film, come Closer o il dittico Prima dell'alba e Prima del tramonto (qualcuno ha addirittura citato Eyes Wide Shut ma onestamente il parallelo mi sembra azzardato, oltre che impietoso).

Regia, ambientazione e la fotografia “uggiosa” sono decisamente eleganti e algide, quasi a voler raffreddare la scottante e universale materia del tradimento, alla fine più suggerito che mostrato. Alla regista e sceneggiatrice di origini iraniane Massy Tadjedin, qui al suo esordio dietro la macchina da presa, interessa mostrare soprattutto i pensieri, le emozioni, i desideri contraddittori e confusi dei quattro personaggi piuttosto che l'atto in sé o le conseguenze che esso potrebbe avere sul matrimonio dei protagonisti, eventualità da cui si allontana velocemente ricorrendo a un brusco finale aperto.

Secondo la Tadjedin l'infedeltà viene consumata dall'uomo esclusivamente come un (f)atto fisico e carnale mentre la donna tradisce soprattutto con il cuore e la mente; insomma, detto in maniera rozza e brutale, l'uomo tradisce col pisello, la donna con il cervello. Un vecchio e trito stereotipo oppure le relazioni tra uomini e donne funzionano realmente così?

A conti fatti, da un punto di vista puramente attoriale, convince più di la coppia intellettuale formata da Keira Knightley e Guillaume Canet rispetto a quella dei “belloni” Sam Worthington ed Eva Mendes.

La visione del film non è indicata a giovani coppie e persone gelose che potrebbero uscire dalla sala cinematografica sfiduciate e molto sospettose.


Matteo Bottino