Ring! 9° Festival della Critica Cinematografica, Alessandria.

Tim Burton @ RingQuando ci si trova davanti ad un personaggio complicato, sinistro e curioso come Tim Burton, ci si vede inevitabilmente costretti a scegliere se amarlo o odiarlo.

Nel primo caso si apprezzano le scenografie portanti, il gusto per un mondo chiuso e a sé stante, il sapore gotico e favolistico che permea quasi tutte le sue pellicole. Nel secondo, ci si chiede come si possa considerare geniale un regista che da anni propone gli stessi cliché, triti, ritriti e zuppi di ovvietà. La spaccatura più netta nel panorama burtoniano si è avuta dopo l'ultimo, troppo carico di aspettative, “Alice in Wonderland”, che oltre ad aver fornito ad una generazione il pretesto per definirsi “pazzi” senza una precisa ragione, ha stravolto e lasciato basiti anche chi, come la sottoscritta, Burton l'aveva sempre apprezzato.

Proprio del ruolo e dell'importanza del regista nel panorama cinematografico internazionale si è parlato nel match “Ma dove vai, Tim Burton?”, lo scorso 2 ottobre. Sul palcoscenico di “Ring!” si sono scontrati Simone Spoladori e Massimiliano Spanu, pro-Burton, e Luca Malavasi e Roy Menarini, anti-Burton.

Un confronto simpatico e acceso, da cui il regista è uscito sufficientemente criticato, talvolta anche dai propri sostenitori, e con una grossa spada di Damocle sulla testa, in attesa che “Frankenweenie” esca nelle sale per chiarire se il nuovo Burton sia ancora in grado di sorprendere.


Stefania Cava