Ring! 9° Festival della Critica Cinematografica, Alessandria.

Paolo Mereghetti e Michele Fadda vs Fabrizio Tassi e Bruno Fornara

Il 3D è il futuro, che futuro ha il 3D?Il primo match in programma quest'anno a Ring! non poteva che avere come oggetto del contendere le sorti del cinema a tre dimensioni, la grande novità della stagione cinematografica passata, segnata dal successo senza precedenti di Avatar. Sul palco del comunale di Alessandria, moderati dall'arbitro Nuccio Lodato, si sono sfidati quindi sfidati Paolo Mereghetti e Michele Fadda a sostenere lo scetticismo verso la novità tecnologica “contro” Fabrizio Tassi e Bruno Fornara fiduciosi invece nei confronti della forza evolutiva data dalla profondità di schermo.

Il match critico si è caratterizzato per una netta tendenza dei due schieramenti a trattare aspetti diversi dello stesso problema. La parte scettica si è concentrata sulla natura di baraccone del marketing da multisala che ha assunto il fenomeno: il 3D in questi ultimi anni è stato raramente tecnologia nativa dei film (come in Avatar) quanto piuttosto un orpello posticcio aggiunto in postproduzione per vendere biglietti maggiorati di un buon trenta per cento. Mereghetti ha portato un'acuta e preoccupante valutazione secondo cui la “moda 3D”, non certo futuristica ma vecchia quanto il cinema stesso, sia una sorta di cavallo di Troia allestito dai distributori per imporre la digitalizzazione delle strutture degli esercenti, abbattendo così i costi di stampa e distribuzione delle pellicole. Digitalizzazione dei cinema che sarebbe il primo passo verso la definitiva digitalizzazione del Cinema e la morte conseguente della pellicola.

A fronte di questo quantomeno giustificabile pessimismo dovuto alla rapacità industriale di produttori e distributori si contrappone invece la posizione di ottimismo estetico, riposta negli artisti, della coppia Fornara-Tassi. Posto che il cinema è anche industria, bisogna accettare che le innovazioni fondamentali (sonoro, colore) siano state spinte da ragioni di mercato ma che abbiano ovviamente mutato di segno una volta che grandi registi se ne sono impossessati, permettendo un'evoluzione espressiva decisiva. La provocazione lanciata dai due è stata: cosa avrebbe fatto con il 3D un genio come Welles? Niente perché ne avrebbe inteso l'insulsaggine è stata la risposta sbrigativa di Mereghetti. Bisognerà attendere ancora un po' prima che i grandi artisti arrivino a sfruttarne le potenzialità tecnologiche ma si può sperare che la baracconata da UCI Cinema di oggi, applicata a paccottiglia come Alice, diventi vero arricchimento di senso. Finora questa possibilità si è potuta intuire solo con Avatar e Coraline, unanimemente indicati come gli unici grandi film visti finora con gli occhialini.

Basteranno due giusti a salvare Ninive?
Per l'arbitro ne riparleremo alla diciannovesima edizione di Ring!


Giacomo Lamborizio