67esima Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia

I 13 assassini – Takashi MiikeIn piena epoca Edo si svolge con esiti sanguinosi l’acerrima lotta fra il nobile samurai Shinzaemon e Narigutsu, futuro successore dello Shogun, spietato e sadico.

Per poterlo sconfiggere, il nobile guerriero recluta altri dodici samurai. Lo scontro definitivo avverrà in un remoto villaggio.

Questa è in breve la trama dell’ultimo film di Takashi Miike, presentato in concorso alla 67esima edizione della Mostra del Cinema.

Come nella migliore tradizione delle pellicole epiche, il film si avvale di buone performance degli attori, grazie anche ai brillanti dialoghi e dei pregevoli costumi.

Le scene di battaglia sono ben realizzate: gli effetti speciali non vanno di certo a discapito della sceneggiatura e sono contenuti. Essendo un regista tendente al “gore”, Miike non disdegna scene splatter (evidente, quando nelle scene iniziali viene presentata una ragazza a Shinzaemon, l’omaggio ad un classico della tragedia come il “Tito Andronico”) ma di certo non vanno ad annoiare lo spettatore.

Non mancano di certo momenti di distensione ed estramamente accurati come nella preparazione dei samurai allo scontro, nei loro esperimenti con efficienti ma rudimentali esplosivi.

Pare di assistere anche ad un’opera a scopo didattico, oltre che d’intrattenimento; lo spettatore medio occidentale si può rendere conto della complessità della società giapponese, in cui si assiste con stupore alla devozione fino alla morte con cui samurai affrontano i nemici, il senso del dovere portato alle estreme conseguenze.

La pellicola forse è debitrice di un altro grande classico come “I sette samurai” di Kurosawa ma di certo non manca di originalità; non è di certo scontata, è veloce e tiene incollato alla poltrona lo spettatore che esce divertito dalla sala. Questo non è assolutamente da sottovalutare.


Giovanni Pesce