Fracchia la belva umana – Neri Parenti
Nella retrospettiva sulla commedia all’italiana non poteva mancare uno dei suoi caposaldi: le vicende del mediocre e sfortunato Fracchia hanno per 30 anni accomulato risate e consensi, tanto che la pellicola non è di certo invecchiata.
Il film si avvale della performance di due attori considerati da sempre di seconda classe come Villaggio e Banfi ma che, in questo caso, il loro mestiere lo sanno fare bene.
Il ritmo è alto: una gag dietro l’altra che non lascia respirare lo spettatore. Da quelle fisiche dell’autore di Fantozzi alle battute nonsense di Banfi grazie alla sua parlata pseudo pugliese.
Non si può dimenticare la presenza di due indispensabili caratteristi come Anna Mazzamauro, finta vamp e il compianto Gigi reder nella parte della mamma di Fracchia.
Molti storcono il naso di fronte a questo genere di film; appena sentono nominare registi come Parenti o Vanzina hanno un totale rifiuto verso di loro. Evidentemene a queste persone manca l’umiltà dell’intelligente, che ti permette di allargare la tua mentalità e di accogliere anche questi autori.
Certo, sono molte di più le pellicole che mancano di una trama e che per sopravvivere si aggrappano a soluzioni elementari e volgari, ma nella loro filmografia ci ci sono film che devono essre assolutamente recuperati.
Come questa.




