Il Nascondiglio - Pupi Avati Avati ambienta il suo film in un ex-pensionato gestito da suore a Davenport, nello Iowa. Dopo un breve prologo ambientato negli anni ’50, troviamo Laura Morante che, appena dimessa da un ospedale psichiatrico in cui era stata ricoverata dopo il suicidio del marito, è in cerca di una sede adeguata per aprire un ristorante italiano.

L’agente immobiliare Burt Young le propone una casa disabitata da anni, la Snake’s Hall, che viene affittata ad un prezzo irrisorio. E qui lo spettatore inizia ad inquietarsi dato che, in questo tipi di film, una casa ad un prezzo accettabile è come minimo infestata! Difatti, in men che non si dica, la donna comincia a sentire stridule vocine, e ad avvertire inquietanti presenze al piano superiore. Indagando sull’accaduto, scopre che la casa era stata anni addietro scenario di un delitto, quando due novizie massacrarono la madre superiora e due anziane pensionanti, come capiamo dal prologo.

La Morante, invece di traslocare, decide di proseguire nella sua investigazione e, battendosi contro una rete invisibile di omertà, di risolvere il mistero legato alla strage. Le ricerche si fanno molto più complicate del previsto, le informazioni che riesce a captare sono immensamente scarse. Con lo scorrere della vicenda vediamo la nostra protagonista sempre più determinata nel risolvere questo intricato mistero.

Passano i mesi, e la ristoratrice riesce a rintracciare un’anziana donna particolarmente informata su questa storia, ma altrettanto restia a raccontare la verità; ma dopo una serie di vicissitudini l’anziana si rivela essere non altro che la centralinista che ricevette la telefonata di soccorso la notte dell’omicidio nella Snake’s Hall…
Con questo macabro scenario si svolgono le vicende de Il Nascondiglio: ancora una volta Avati sottolinea nel suo film l’omertà, il bigottismo e il menefreghismo degli abitanti, elementi presenti in altri suoi film, per esempio ne: La casa dalle finestre che ridono .

La pellicola nel suo insieme è particolarmente gradevole, buona la sceneggiatura, oserei dire ottima l’interpretazione di Laura Morante perfetta per il ruolo e la regia di un livello più che dignitoso che interviene con qualche colpo di genio, come nel lentissimo movimento di macchina che chiude il film, sulle note biascicate di un brano ever green come Magic moments.


Martina Daus