Happy Few – Antony Cordier
Presentato in una non molto affollata proiezione serale riservata alla stampa Happy Few: film francese, in concorso, sulla vita di coppia che non entusiasma assolutamente il pubblico presente.
Due coppie trentenni sposate con figli. Rachel conosce Vincent sul lavoro. I due si presentano ai rispettivi coniugi, si piacciono e in breve restano coinvolti in una strana relazione a quattro. I mariti diventano amanti delle rispettive mogli, si crea un rapporto stretto ed esclusivo che li coinvolge e li rende felici fino a quando la pressione e l'insicurezza che getta sulle coppie “vecchie” lo porta all'esaurimento.
Tutto il film è giocato sulla messa in scena di questo strano amore che andando contro le convenzioni della vita sentimentale sembra provare a proporre un'alternativa che permetterebbe finalmente ai protagonisti di far parte di quei fortunati “pochi felici” cui allude il titolo. Sarà bollato ancora una volta come un'utopia. Queste le intenzioni del regista che si impegna comunque molto a evitare il rischio di firmare un “film trasgressivo”, proponendo in definitiva un normale, banale, tranquillo menage borghese, anche se allargato. Banale vita di coppia che non è esattamente il soggetto più cinematografico possibile così che il regista finisce con il riempire il film con tantissime scene di sesso. Come se i corpi nudi degli attori e le loro copule potessero alzare il ritmo del racconto.
Happy Few è decisamente un'opera deludente. Il pubblico sbadiglia e a tratti ride alle battute banali dei protagonisti, stufato presto dall'assenza di ritmo nella regia. Per filmare decentemente la vuota banalità della vita ci vuole molto di più.




