Paolo Borsellino
Tratto da il messaggero.it
PALERMO (19 luglio) - Partito da via D'Amelio il corteo in ricordo di Borsellino con una parteciapzione maggiore rispetto a ieri. E se anche oggi non sono mancate le polemiche, le parole del capo dello Stato sono state rivolte alla necessità di fare luci sulle stragi mentre arriva dal procuratore di Caltanissetta la denuncia di un depistaggio colossale.
Lari: depistaggio colossale. «Il gruppo investigativo che indaga sulle stragi ha seguito un orientamento di indagini che oggi, alla luce dei fatti, pare destituito di ogni fondamento. Stiamo cercando di dare una lettura alle ragioni di questo colossale depistaggio. Si deve verificare se è stato un depistaggio colposo o doloso, e nella seconda ipotesi quali siano le ragioni di questa deriva istituzionale». È quanto dichiara in un'intervista al Giornale di Sicilia Sergio Lari, capo della Procura di Caltanissetta che indaga sulle strage di via D'Amelio, dove nel '92 furono uccisi Paolo Borsellino e gli agenti di scorta della polizia di Stato.
«Che la strage di via D'Amelio non fu solo responsabilità della mafia lo sapevamo da anni. È un'intuizione vecchia. Ora il problema è trovare gli elementi processuali che accertino questa verità». Lo ha detto il procuratore nazionale antimafia Piero Grasso intervenuto alla cerimonia di commemorazione della strage. «Non si può parlare di costi o di tempi. Le vittime hanno il diritto di conoscere quanta più verità possibile».
Napolitano: fare piena luce. «I risultati conseguiti grazie all'impegno di magistrati e forze dell'ordine vanno integrati da uno sforzo costante e coerente della società civile nell'opporsi ad atteggiamenti di collusione e indifferenza rispetto al fenomeno mafioso. altrettanto indispensabile è il convinto e forte sostegno alle nuove indagini in corso sulla terribile stagione delle stragi che sconvolse il Paese nei primi anni novanta». È quanto afferma in un messaggio inviato ad Agnese Borsellino. «Con armonia d'intenti e pieno spirito di collaborazione - sottolinea Napolitano - le istituzioni tutte debbono contribuire a fare piena luce su quegli episodi rispondendo così all'anelito di verità e giustizia che viene innanzitutto da chi, come lei e i suoi familiari, è stato colpito negli affetti più cari, ma nello stesso tempo e più che mai dall'intero Paese».
«Per l'accertamento della verità occorre battersi, per l'accertamento della verità occorre impegnare gli uomini e le risorse migliori del Paese, per l'accertamento della verità non è mai mancato nè mai mancherà il mio impegno istituzionale e personale e quello dell'intero governo, anche a sostegno degli organi inquirenti tuttora impegnati in indagini complesse». Così il ministro della Giustizi, Angelino Alfano. Si tratta di indagini - afferma il Guardasigilli in una nota - «del tutto simili a quelle che, nella sua lunga e prestigiosa carriera ha condotto Paolo Borsellino, con inarrivabile fermezza ma anche con riserbo, equilibrio, con spirito critico, senza proclami, senza mai schierarsi, da magistrato autenticamente autonomo ed indipendente e da uomo dello Stato, lontano da ribalte mediatiche Ed anche per queste caratteristiche che tratteggiano un modello di magistrato degno di essere indicato ai giovani come esempio da imitare, che la figura di Paolo Borsellino mi è particolarmente cara».



