Sangue randagio - James Ellroy (e altri libri)
"Scrivere per me è come fare la lotta. E io adoro le cicatrici." James Ellroy
James Ellroy è un genio. Nel suo ultimo capolavoro, intitolato Sangue Randagio, c'è TUTTO. Guardie e ladri, problemi razziali, puttane, tossici, intellettuali, guardoni, ribelli, politici viscidi e corrotti, chimici e miliardari. C'è l'Fbi e quindi Hoover, ci sono gli Usa degli anni '60 e '70 e quindi, di conseguenza, i fratelli Kennedy, Martin Luther King ma c'è anche il cinema: Sal Mineo, Lana Turner e troppo altro per essere contenuto in una recensione.
Un'opera mastodontica (853 pagg.) che è una lotta per il lettore obbligato a districarsi tra tantissimi personaggi, avvenimenti, dossier, trascrizioni di telefonate e carteggi.
L'autore sviscera a fondo, con la maestria che gli è usale, i personaggi del romanzo. Esistenze piene di tagli, bruciate da passati che non mollano.
Da leggere, prima o poi.
"Ogni cosa è importante!" - Ron Currie Jr.
Non è un caso se il "San Francisco Chronicle" ha definito l'autore, semplicemente, "Come Kurt Vonnegut". Sono completamente concorde con i ben più autorevoli critici letterari della rivista: Currie è un talento che arriva dal Maine, appena sbocciato. E' infatti al suo primo romanzo (prima aveva pubblicato solo una raccolta di racconti, "God is dead") e dipinge con "tenera ferocia" (per citare un'altra autorevole fonte, "The New york times") l'infanzia e, prima, la permanenza nell'utero ma anche l'adolescenza e l'inevitabile scontro con l'età adulta. Non c'è nulla di stereotipato, di scontato: una scrittura fluida accompagna chi legge le 345 pagine.
Apro una parentesi: lo scrittore Vonnegut con cui ho aperto questo frammento credo sia un autore assolutamente da conoscere: anomalo scrittore fantascientifico (ma parlare di fantascienza è riduttivo) ci ha lasciati qualche anno fa (nel 2007) ha influenzato chiunque (su tutti il nostrano, altrettanto geniale, Stefano Benni) e ha lanciato messaggi contro la guerra che non possono essere dimenticati una volta scorti. Soldato nella seconda guerra mondiale in "Mattatoio numero n°5", la sua opera più nota, descrive in modo cinico, spietato e ironico il bombardamento di Dresda.
"Pura anarchia" - Woody Allen.
Il regista, attore, sceneggiatore è anche uno scrittore che in Italia pubblica, da diversi anni, con Bompiani. "Pura anarchia" è una raccolta di racconti uscita qualche anno fa (nel 2007) ora la trovate in libreria, tra i tascabili.
Che dire? Le storie sono grottesche, ridicole. Il lettore sorride, qualche volta ride. Ma niente di più. Ci sarà anche infatti un motivo per il quale conosciamo Allen come grande regista e non come grande scrittore.
Abile penna nulla da eccepire ma, ripeto, nulla di più.
"Imperial bedrooms" - Bret Easton Ellis.
Uscito a giugno negli Stati Uniti arriverà nella nostra penisola al termine dell'estate. Che dire: trepida attesa.
Non vedo l'ora.



