Articolo tratto da Arts Club, il magazine musicale di Paper Street. Leggi il primo numero di Arts Club

Il ritorno dei LibertiniPer chiunque faccia indie rock'n'roll in Gran Bretagna, i Libertines sono stati la stella polare dello scorso decennio. Illuminati da un successo folgorante, hanno incarnato, fra il 2000 e il 2004, un modo di fare musica che non esiste quasi più: un indie-punk alla maniera dei Clash – non a caso il loro produttore è Mick Jones, leggendario chitarrista della band di London Calling – mescolato a uno stile decadente e neoromantico proprio di quel maledetto musicista dell'eccesso che è Pete Doherty. Il quale, intrappolato nel personaggio, aveva perso sé stesso e la band, andando spesso sull'orlo di una morte più volte annunciata e per fortuna mai avvenuta.

Gli altri hanno cercato una sopravvivenza esterna: Carl Barat e Gary Powell nei Dirty Pretty Things, che non certo hanno lasciato il segno, John Hassall negli Yeti – poco incisivi – e in un percorso spirituale che lo ha avvicinato a Buddha. Ma in fondo, erano tutti e quattro consapevoli che il loro successo era dovuto alla loro unione. The 'Boys In The Band', o meglio ancora, 'the stylish kids in the riot'.

Così, dopo alcune improvvisate acustiche nei pub di Camden Town, con Pete finalmente riemerso dall'abisso in cui si era cacciato, spinti da una ritrovata voglia di fare musica insieme e da una nostalgia verso quei 'good old days' che era ormai palpabile, i Libertines ritornano per guidare il doppio concerto Leeds / Reading del prossimo 27-29 Marzo, oscurando così l'avanzata americana che si prospettava quest'anno con i ritorni di Guns 'n' Roses e Blink 182 e soprattutto con gli Arcade Fire, in rampa di lancio verso il definitivo successo. Bentornati Libs, ci siete mancati.


Luca Robotti