Storie di ordinaria follia - Charles BukowskiStorie di ordinaria follia – Erezioni Eiaculazioni Esibizioni (1967), di Charles Bukowski, è 340 pagine di pazzia. 42 brevi racconti. Una galleria d’anime e situazioni. I personaggi sono ricordi, fantasmi, poche righe e niente più. Forme poco delineate che muoiono con la fine del racconto, un secondo prima di sedurci. E le loro storie sono – come da titolo – “di ordinaria follia”. Situazioni limite, donne improbabili. Protagonisti emarginati, disperati, “lenti” e per questo lasciati indietro, scartati in vista della forsennata corsa al successo indetta dall’America contemporanea all’autore. Un mix di follia e realismo. Rude dolcezza, in pieno stile Bukowski. Un libro imprevedibile, che alterna tempi morti a periodi di straordinaria vivacità, spiazzando continuamente il lettore.

Il limite del libro sta nella traduzione dall’americano a cura di Pier Francesco Paolini, che, nell’intento di trasmettere al lettore l’incisività classica del linguaggio bukowskiano, ricorre a mio parere ad un uso troppo massiccio di elisioni.


“Arrivò. Egli accese le dannate candeline. Quattro cazzo di fiammelle sulla torta.

Tanti auguri a te

Tanti auguri a te

Tanti auguri, cara Tina…

E così via. Quella roba zuccherosa. Ma la faccia della bimba era raggiante. Diecimila carati di gioia.

Non aveva mai visto niente di simile. Gli toccò fare uno sforzo maledetto per non mettersi a piangere.”


Charles Bukowski
(da Storie di ordinaria follia, 1967)


Alessandro Re