Parlare di Malcolm McLaren, storico manager dei Sex Pistols, artista e personalità multiforme e geniale, morto ieri 8 Aprile 2010 all'età di 64 per colpa di un maledetto mesotelioma, è qualcosa di particolare e speciale per il sottoscritto.

Paper Street saluta Malcolm McLaren Se infatti si parla di Cultural Studies in Gran Bretagna, dei primi Cultural Studies dei decenni '60-'80, si parla, fra le tante cose, della subcultura del punk e del suo studio, accanto allo studio delle altre subculture e delle minoranze etniche, sociali, e sessuali. Si parla di Londra, dove insieme a Birmingham, che ne fu la culla accademica con Stuart Hall e Dick Hebdige, tutto questo è nato. Si parla del Goldsmiths College, che il sottoscritto, come McLaren, ha avuto l'onore inestimabile di frequentare, e che fu culla di quella rivoluzione sociale dello stile e del gusto, per dirla con le parole di Hebdige e di Pierre Bourdieu. Goldsmiths allora, come Camden Town e l'East London adesso, Old Street, Shoreditch e Brick Lane: così come Kings Road a Chelsea, che fu la culla dei punk nella seconda metà degli anni '70 e che ora è il quartiere più posh della capitale: luoghi dove l'atmosfera del punk, della youth culture e delle tendenze giovanili di stile, gusto, abbigliamento, si respira nell'aria e si legge fra i mattoni dei muri dei pub pieni di manifesti che pubblicizzano concerti, questi ora, 2010, certamente meno importanti come rilevanza sociale rispetto ad allora, 1970 e dintorni.

Possiamo dire, senza paura di esagerare, che Malcolm McLaren fu il padre del punk britannico - quello vero, il Punk con la P maiuscola, quello che significava una subcultura e un modo di vivere, una filosofia, non certo la versione senz'anima dei giorni nostri che ne è la finta brutta copia. Ne fu il padre, McLaren, perchè seppe far esplodere il punk in quanto portatore di un messaggio sociale forte e vero, su scala nazionale prima e mondiale poi. Lo fece costruendo e finanziando una band che non sapeva suonare gli strumenti che imbracciava, ma che incarnava fino alle estreme conseguenze un modo di vivere e di fare arte della vita e vita dell'arte, quella filosofia dell'elogio apologetico dell'esistenza senza futuro che è apoteosi della sensibilità da neodecadentismo o neoestetismo peculiare alla seconda metà del Novecento di cui per l'appunto, i suoi Sex Pistols furono sublime e tragica incarnazione, in particolare nella figura di Sid Vicious.

Marito della stilista Vivienne Westwood, Malcolm McLaren fu per il Regno Unito ciò che Andy Warhol fu per gli Stati Uniti - naturalmente attraverso modalità diverse - in quanto McLaren non fu artista visivo, ma simili per la medesima capacità di segnare i tempi che ha vissuto e di coglierne quello spirito a metà strada fra arte e pubblicità, fra estetica per sé e successo commerciale, che di quei tempi è per l'appunto il tratto più evidente. Ci lascia un personaggio che ha influenzato e impresso il suo marchio indelebile sulla seconda metà del Novecento per l'arte, la società, la cultura.


Alessandro Gandini