Mi autodenuncio subito, adoro tutti i film di Ferzan Ozpetek, tutti tranne uno che non voglio nemmeno citare e che considero un grosso incidente di percorso nella sua brillante carriera. E non mi riferisco a "Cuore Sacro" che, nonostante gli evidenti limiti e imperfezioni, continuo a considerare un film onesto e sentito.

Mine vaganti - Ferzan OzpetekCon il suo ultimo film, "Mine Vaganti", Ozpetek è subito tornato in carreggiata e ha realizzato quello che al momento credo sia la sua pellicola più riuscita ed equilibrata. Gli elementi tipici del suo cinema (le immancabili tavolate di amici&parenti in primis) e i suoi attori feticci sono presenti, ad eccezione dell'amica turca Serra Yilmaz, ma la vera novità è il cambio di registro che passa dal melodramma/tragedia, cui ci aveva abituato, a quello decisamente più brillante e "leggero" della commedia all'italiana, genere purtroppo sempre meno praticato che sembra aver lasciato il posto al pecoreccio/nazionalpopolare dei cinepanettoni. Questa novità è dovuta alla felice collaborazione con Ivan Cotroneo, uno degli scrittori e sceneggiatori più interranti e dotati del momento (sua è anche la sceneggiatura di "Tutti pazzi per amore", unico esempio di fiction italiana riuscita e degna di nota).

Al centro della vicenda c'è la famiglia Cantoni, proprietaria da tre generazioni di uno dei pastifici più importanti del Salento, e in particolare i fratelli Antonio e Tommaso. Quest'ultimo vive da anni a Roma coltivando il sogno di diventare uno scrittore affermato e, proprio durante il suo breve soggiorno in Puglia, intende rivelare alla famiglia la sua omosessualità. A spiazzare tutti sarà Antonio che, battendo sul tempo Tommaso, farà il proprio coming out durante un'importante cena di lavoro. Antonio viene immediatamente cacciato di casa e dall'azienda di famiglia, le cui redini vengono prese da Tommaso che, almeno per il momento, decide di continuare a nascondere la sua vera natura per non dare un secondo dispiacere al padre.
Ozpetek ancora una volta dimostra tutta la sua abilità nel dirigere un gruppo affiatato di bravi attori e un'attenzione tutta speciale per gli interpreti anziani, in questo caso la splendida e bravissima Ilaria Occhini.

Ma veniamo ora all'immacabile classifica delle cose migliori del film:

1) Alessandro Preziosi, sopratutto quando è in slip...mmmmhhh!!!
2) Elena Sofia Ricci, bravissima e spassosa in un ruolo ispirato a una zia di Ozpetek. La frase del testamento dedicata a lei è quella che più di tutte mi ha commosso nel bellissimo finale;
3) Lunetta Savino che ancora 1 volta si dimostra un'attrice fine e intelligente, alla faccia di Cettina!
4) Nicole Grimaudo di una intensità e una bellezza imbarazzanti;
5) Carolina Crescentini e i flashback relativi alla giovinezza della Occhini;
6) la "collaboratrice domestica" (oggi gira così, mi sento molto politically correct) che canta "The way we were" di Barbara Streisand e in generale una colonna sonora curatissima e azzeccata;
7) il bacio gay tra Scamarcio e il suo boy, autenticamente passionale e credibile. Devo ammetere che Scamarcio solitamente non mi piace, ma questa volta è davvero in parte. Quel monociglio però nun ze po' proprio vedé!!! Valeria ti prego, fai qualcosa, pensaci tu, depilaglielo!!!
8) "Troppi ce ne stanno! Stanno dappertutto! Spuntano come funghi!" la battuta più bella di sempre, che riassume alla perfezione l'opinione sottilmente omofobica e "vagamente" ignorante di molte, troppe persone nel nostro Paese.
9) e dulcis in fundo, la visita degli amici e del boyfriend (per altro molto figo) di Tommaso. Ozpetek è riuscito a ritrarre dei ragazzi gay realistici, simpatici ma non macchiettistici. Palma d'oro al bellissimo Daniele Pecci.

Bene, bravi, belli, bis!!!


Matteo Bottino