Il quinto figlio - Doris Lessing
Angoscia.
Leggere "Il quinto figlio" di Doris Lessing non è impresa da poco. Non perché il libro risulti pesante da leggere, visto lo stile molto fluido e scorrevole e neanche per la sua lunghezza, essendo composto da sole 170 pagine, ma proprio per I contenuti estremamente toccanti. E' incredibile come un romanzo possa evocare sensazioni di paura, angoscia e disagio senza mai mostrare scene particolarmente cruente o ricorrendo ad espedienti tipici dei libri thriller-horror. In questo caso è l'umanita' a terrorizzare, è il non detto che spaventa, il confine tra bene e male che si assottiglia a mettere a disagio. Anzi, si potrebbe dire che non esista il bene o il male, ma è la percezione soggettiva di questi ultimi a modificare le reazioni umane ed in particolare quelle dei protagonisti del libro.
Harriet e David sono una normale coppia inglese con la segreta intenzione di rincorrere la felicita' che, nel loro caso, si esplica nella volonta' di abitare in una casa gigantesca e di dare alla luce un altissimo numero di figli. Niente sembra poterli ostacolare ed infatti mettono al mondo 4 splendidi bambini. Ma la loro ambizione va oltre. Il quinto figlio non tarda ad arrivare, ma gia' dal terzo mese di gravidanza sembra che qualcosa non proceda per il verso giusto. Il feto è iperattivo per essere stato concepito da soli 90 giorni e cio' causa alla madre dolori lancinanti, che si protraggono fino all'ottavo mese, quando avviene il parto prematuro. Il bambino non è come tutti gli altri. Ha fattezze particolari, quasi da uomo primitivo e I suoi comportamenti non lasciano intendere nulla di diverso. Ben, questo il nome del quinto figlio, è un diverso, ma non nell'accezione comune del termine, ma nel significato più primordiale della parola.
Questa l'idea della Lessing. Cosa succederebbe se venisse al mondo una creatura fuori dal tempo? Quali sarebbero le reazioni del mondo circostante? La volonta' dell'autrice non è quella di descrivere la vita di una persona "anormale", come potrebbe intendersi ad una prima rapida occhiata, ma quella di mostrare come un'indole cattiva risulti fuori luogo in un contesto sociale comune, ma invece si troverebbe a proprio agio in un contesto completamente differente, dove sono la rabbia e la cattiveria a dettare legge. Quante volte questo succede nella vita reale, quante volte si sente parlare di gioventu' difficile che trova il proprio posto soltanto in situazioni aberranti. La Lessing attraverso I protagonisti del suo libro mostra tutto questo, rendendo evidente la disgregazione di un situazione familiare tranquilla, quasi accusando la madre Harriet della colpa di aver messo al mondo un figlio diverso dagli altri, dicendoci che non tutto quello che vorremmo sara' come ce lo aspettiamo, portando fino alle conseguenze estreme del rifiuto e dell'abbandono.
La prima parte della vicenda scorre molto rapida per volonta' dell'autrice e nel giro di poche righe ci si trova ad affrontare salti temporali anche di diversi anni. All'inizio la cosa puo' spiazzare, ma è tutto funzionale al nodo centrale dell'intreccio narrativo, cioe' la nascita del quinto figlio. Inutile è discutere sullo stile della Lessing. Basti dire che ha ricevuto il premio Nobel per la letteratura nel 2007.
In conclusione si può dire che questo è davvero un gran bel libro, ma non consigliato a tutti, soprattutto a coloro che sono in attesa di un figlio e che potrebbero rimanere turbati da un racconto così claustrofobico incentrato sulla nascita di una nuova vita.



