L'esordio di Monia Raffi su Paper Street con la recensione dell'ultima commedia di Woody Allen da poco disponibile in dvd!

Basta che funzioni - Woody AllenBoris Yelnikoff ha al suo attivo una carriera come fisico di fama mondiale, un matrimonio fallito e un tentativo di suicidio; conduce a New York un’esistenza cinica e solitaria, intercalata da qualche uscita con gli amici. Woody Allen ritorna cosě alla commedia psicanalitica e alla sua Manhattan con una pellicola che probabilmente finirŕ per diventare un cult della sua produzione.

Il regista questa volta sembra volersi mettere a diretto contatto con il suo pubblico grazie alla trovata di far parlare Boris (ma non gli altri protagonisti, che in realtŕ lo credono pazzo) con il suo pubblico.

La vita dell’uomo sarŕ dipanata dall’incontro con Melody, avvenente peperina scappata da un sud degli Stati Uniti ancora profondamente bigotto; la ragazzina tenterŕ il in ogni modo di farsi accettare da Boris e finirŕ per trascinarlo in uno strampalato matrimonio.
Proprio nel momento in cui tutto la vita tra i due sembrava allinearsi sulla via della conformitŕ giunge a New York Marietta, madre di Melody, alla ricerca della figlia ormai scappata di casa da un anno.

Del tutto contraria al matrimonio con l’attempato Boris, sarŕ proprio Marietta, ricercando un ragazzo ideale per la figlia, a rappresentare il personaggio di svolta. La donna nella caotica Manhattan scoprirŕ la sua vera natura, trasformandosi da moglie fedele a fotografa dalla vita intima decisamente bohčmienne. Questo svelarsi per quella che č il proprio essere porterŕ anche gli altri personaggi, attraverso incontri piů o meno fatali, a riscoprire la loro intrinseca natura.

Woody Allen non delude, come di consueto si ritrovano nell’opera tutte le figure che da sempre caratterizzano l’Io del regista e la sua produzione, nel caso specifico del film non li ritroviamo solo nel suo alter-ego Boris, ma in modi piů o meno differenti, in ogni personaggio della pellicola.

La sceneggiatura si dimostra all’altezza dei migliori film: battute sagaci e ritmo scoppiettante tengono lo spettatore incollato allo schermo; allo stesso tempo la regia segue l’armonia della parola mescolando i tempi cinematografici a quelli teatrali.

Nel suo complesso la pellicola č scevra di sbavature, sia concettualmente che formalmente, e dall’inizio un po’ cinico si ritrova un finale decisamente delizioso che ricorda a tutti che non importa come e quando ma tutto tornerŕ a funzionare come deve.


Monia Raffi