Tra le nuvole (un altro punto di vista)
Paper Street offre un approfondimento, con un'altra recensione, per quanto riguarda l'ultimo film di Jason Reitman. Buona lettura!
È spezzata, la vita di Ryan Bingham (George Clooney), in continuo spostamento e all’insegna dell’accumulo. L’unico fattore che ha smesso di contare è il numero di lavoratori che ha licenziato, dato il suo ruolo di addetto ai licenziamenti per una grande azienda di collocamento statunitense.
Ryan Bingham passa 322 giorni l’anno in volo, e oltre alla sua carriera di tagliatore di teste, si è costruito il ruolo di esperto motivazionale, tenendo convegni su come potersi applicare maggiormente alla propria carriera. La sua ricetta: svuotare lo zaino, cioè non stringere legami e abbandonare quelli che potrebbero ostacolare la propria crescita lavorativa.
Jason Reitman, dopo la parentesi di Juno, torna a concentrare il suo film su un personaggio maschile, un'altra volta (dopo Thank You for Smoking) un grande oratore addetto ad un’occupazione non certo encomiabile. Ma con Juno, Reitman continua a parlarci attraverso un genere, la commedia, cercando di rinnovarla sempre di qualche grado.
Tra le nuvole, infatti, è una commedia sofisticata, che si appoggia giustamente su alcuni topoi del genere, trattandoli però con leggere variazioni sul caso che ne modificano l’essenza, portando il film a distinguersi dal panorama concorrente. In Tra le nuvole abbiamo un rapporto conflittuale del protagonista con un personaggio femminile opposto; una storia d’amore, ma non con il personaggio femminile opposto, bensì con un personaggio femminile che è diretta riproduzione del protagonista; abbiamo una crescita del protagonista, che arriverà a cambiare, ma per poi ritornare al suo status di partenza.
Il personaggio femminile opposto a Ryan è Natalie Keener (Anna Kendrick), una nuova talentuosa giovane assunta dalla sua azienda, la quale propone di effettuare i licenziamenti in videoconferenza, così da ridurre i costi di viaggio dei dipendenti. Ryan, nonostante il suo eccesso di asentimentalismo, ritiene tale idea deleteria, perché il loro lavoro ha bisogno del contatto umano. Per permettere a Natalie di capire il lavoro, lei lo accompagnerà ad alcuni suoi viaggi lavorativi.
Come da tradizione, il viaggio con un personaggio opposto è occasione di arricchimento reciproco, e così sarà. Ryan capirà di amare Alex Goran (Vera Famiga), e Natalie capirà qual è la vera natura del suo lavoro. Interessante, però, è notare come il viaggio di Ryan e Natalie non occupi l’intera pellicola, e come, una volta finito il viaggio, Natalie scompaia dal film. Questa scelta di utilizzare un personaggio coprotagonista in maniera del tutto funzionale al solo ruolo narrativo prestabilito, senza forzare la sua presenza su tutta la durata del film, è un’altra operazione che evidenzia la volontà di Reitman di differenziarsi.
Il film infatti prosegue con un altro viaggio, quello di Ryan e Alex al matrimonio della sorella, dove il protagonista scoprirà che la sua vita deve cambiare e che lo zaino vuoto da ogni legame non è ciò che vuole davvero.
Ma l’arricchimento, il cambiamento del protagonista, che è il vero obiettivo della commedia, non coinciderà con l’happy ending, e tutto, o quasi, tornerà alla normalità. Tranne che Ryan, alla fine del film, dopo aver passato una vita a licenziare, riuscirà, invece, a far assumere qualcuno.
Tra le nuvole, quindi, se da una parte mette in scena una condizione sociale odierna preoccupante, quella del licenziamento e della sempre più forte spersonalizzazione dei rapporti umani a causa della frenesia e del business, dall’altra si svela come una commedia a tratti nuova e differente, che prova, e riesce, a fare in maniera leggermente diversa quello che la buona commedia ha sempre fatto: parlarci dell’oggi.



