Sostiene Pereira - Antonio Tabucchi
Calvino diceva che un classico è un libro che non ha mai finito di dire quello che ha da dire. “Sostiene Pereira” è uno dei pochi libri che pur non essendo stato scritto molti anni fa, in effetti nel 1994, è diventato un classico della letteratura italiana contemporanea. Pur essendo ambientato nel Portogallo degli anni ’30 afflitto dalla dittatura di Salazar, il libro è attualissimo. La trama è molto semplice: il dottor Pereira è direttore della pagina culturale di un modesto quotidiano chiamato “Lisboa”, è un uomo mite che non si interessa molto di politica e soffre di cuore. E’ frustrato e depresso. Un giorno incontra un giovane, Francesco Monteiro Rossi, e gli affida il compito di scrivere i cosiddetti “coccodrilli”, cioè biografie di autori ancora in vita pronte in caso questi debbano morire. Il problema è che Monteiro Rossi scrive articoli assolutamente impubblicabili, in quanto scomodi, per esempio su Filippo Tommaso Marinetti e su Gabriele D’Annunzio, criticando aspramente la loro aderenza al fascismo. Pereira prova un sentimento paternalistico nei confronti di Monteiro Rossi, tra l'altro coinvolto in un pericoloso attivismo politico insieme alla fidanzata Marta, e questo lo porterà a cambiare lentamente il suo atteggiamento nei confronti della situazione politica del Portogallo e dell’Europa tutta.
Antonio Tabucchi è uno dei nostri scrittori contemporanei più importanti, amante del Portogallo e traduttore tra l’altro delle opere del grande poeta Fernando Pessoa in italiano. Nato a Pisa nel 1943, Tabucchi è anche piuttosto attivo nel dibattito politico e culturale del nostro paese. “Sostiene Pereira”, il suo romanzo più famoso, causò qualche polemica al momento della pubblicazione a causa di una sua lettura troppo politica: “Il Giornale” lo definì infatti un romanzo “brezneviano”, un libro di propaganda in favore dei progressisti in vista delle imminenti elezioni. In realtà il romanzo è più che altro di stampo esistenziale, la presa di coscienza di Pereira e il superamento del vuoto e della sensazione di disagio profondo che lo stavano opprimendo. Pereira pian piano ritorna alla vita e si rende conto della sua funzione nella società. Anche lui, con la sua modesta pagina culturale, può dare una svolta alla storia, usando la letteratura per dire quello che pensa e influenzare le opinioni dei suoi lettori. Certo, “Sostiene Pereira” è anche un romanzo politico e sociale: Pereira vive in un regime totalitario che soffoca tutte le libertà, a partire da quella di opinione e di stampa, dove per avere qualche notizia genuina è costretto a chiedere ad un cameriere ben informato anziché leggere i giornali. Monteiro Rossi è sostenitore dei repubblicani antifranchisti e l’impegno in salsa antifascista e antitotalitaria è manifesto nel romanzo di Tabucchi.
Ma quello che più caratterizza questo piccolo capolavoro della letteratura italiana da un punto di vista più prettamente letterario è quel ritornello divenuto celeberrimo, il “sostiene Pereira” ripetuto più e più volte nel corso della narrazione (e riportato come voce fuori campo persino nell’omonimo film con protagonista Marcello Mastroianni), che ci suggerisce che Pereira è un personaggio incompleto, “un personaggio in cerca d’autore”, come lo ama definire lo stesso Tabucchi.



