Il genio è tornato.

Bastardi senza gloria - Quentin TarantinoSe "Le iene" era un esordio folgorante e geniale e "Pulp Fiction" aveva inventato un nuovo linguaggio cinematografico, "Bastardi senza gloria" è il terzo tassello che forma la quintessenza del cinema di Tarantino. Non me ne vogliano gli amanti dell'eroina in giallo di Kill Bill o i (pochissimi) fan della hostess di Jackie Brown. Qui siamo su altri livelli. Tarantino torna il regista mostruoso dei primi due film e ritrova la strada che sembrava aver smarrito con l'incolore "Grindhouse", snobbato da pubblico e critica.

Diviso in capitoli il film alterna più storie che, come da manuale, si incrociano nel momento saliente della storia. Siamo nella Francia occupata dai Nazisti quando arriva un gruppo di soldati statunitensi (soprannominato "I bastardi") guidato dal capitano Aldo Raine, lo scopo della missione? Sterminare, facendogli pure lo scalpo, il più alto numero di soldati tedeschi possibile. Contemporaneamente un'ebrea si salva per miracolo fuggendo dal nascondiglio rurale dove il terribile colonnello Hans Landa ha appena scovato e fatto uccidere la sua famiglia.

Un cast ben assortito (Brad Pitt è al suo meglio, straordinario il personaggio che interpreta) una colonna sonora che passa da un genere all'altro con una nonchalance disarmante uniti all'eccentrica e citazionista regia tarantiniana regala un film da vedere e rivedere più volte. Parlato in quattro lingue (che non vengono doppiate per non perdere il sapore dei dialoghi originali) "Bastardi senza gloria" fa di un probabile handicap (non è facile che la platea gradisca i sottotitoli per tutto il film) un punto di forza innovando ancora una volta lo stile sontuoso e scoppiettante del regista.

Citazioni da "Il Padrino" (Pitt nel suo completo bianco di Armani gigioneggia Marlon Brando che fa Don Vito) dal solito Sergio Leone (l'incipit nella fattoria ricorda molto l'arrivo di Lee Van Cleef ne "Il buono il brutto il cattivo" e l'accompagnamento musicale di Morricone non fa che sottolineare tutto ciò).

Il pubblico della sala bolognese dove ho visto il film, al termine del girato, applaude manco fossimo ad un festival con il cast in sala. Risate per tutto il tempo accompagnano la sala gremita in ogni ordine di posto. Il pubblico è in delirio e all'uscita pare quasi eccitato; anche i critici incensano questo prodotto cinematografico. Più di così cosa poteva volere l'ex commesso del videonoleggio "Manhattan Beach Video Archives"? Bentornato Quentin.


Lucio Laugelli