Ring! 8° Festival della Critica Cinematografica, Alessandria.

"Filmcritica": 60 anni 600 numeri...


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SHADOW BOXING: CRITICI ALLO SPECCHIOInizia in ritardo sulla tabella di marcia l'incontro con Edoardo Bruno accompagnato da due dei suoi collaboratori, Sergio Arecco e Grazia Paganelli. L'incontro si trasforma in una autoriflessione (e spesso autoelogio) di questa rivista, "Filmcritica", che ormai da 60 anni parla di cinema, lo racconta ma soprattutto lo interpreta. Ognuno dei tre, appartenenti a generazioni diverse, porta la propria esperienza e le proprie opinioni sul Ring della piccola sala Ferrero. Secondo Grazia Paganelli, la più giovane, Filmcritica sembra essere una rivista che corre su di un unico binario ma in realtà non è così. Al contrario vuole sottolineare la grande apertura che essa dimostra giorno per giorno, in un processo di continuo rinnovamento, nonostante gli anni sulle spalle si facciano sentire. Sergio Arecco concorda con questa analisi. "Filmcritica è nata e risorta", dice con orgoglio,"ed è rimasta un riferimento per le nuove generazioni. Pur nelle difficoltà è rimasta vitale". Questo perché Filmcritica non si è mai declassata a rivista di puro servizio ma anzi si è sempre proposta di valutare professionalmente l'arte cinematografica anche connetendola ad altre discipline come la psicanalisi, l'estetica, la semiotica. La parola finale spetta ad Edoardo Bruno: la rivista va avanti contando ormai sulla sua consolidata tradizione e nonostante le risorse siano esigue (infatti essa può contare solo sull'autofinanziamento e su un aiuto statale che nell'ultimo anno è stato dimezzato). Inoltre il critico annuncia l'imminente pubblicazione del volume Il senso come rischio. Filmcritica ancora (o àncora, l'ambiguità terminologica è voluta) edito da Le Mani. Un ottimo modo per festeggiare questo anniversario e allo stesso tempo un augurio perché la rivista possa tener duro e a resistere grazie alla passione per il cinema.

Al termine dell'incontro Elvira Mancuso, presidente della Fondazione Teatro Regionale Alessandrino, consegna il Premio "Una vita da boxeur" ad Edoardo Bruno da lei definito uno dei più importanti esponenti della critica cinematografica non solo romana ma nazionale, dal dopoguerra ad oggi. Un filmato infine mostra la consegna del medesimo premio ad un critico, Claudio G. Fava, che per ragioni di salute non ha potuto essere presente a questa edizione di Ring. Fava afferma che quest'ultimo è diventato un appuntamento molto importante nell'agenda dei professionisti della critica cinematografica. L'applauso del pubblico non numeroso ma caloroso viene fatto sentire in diretta, via telefono, al critico genovese infortunato.


Gabriele Guglielmi