La Seconda Famiglia – Alberto Dall'Ara
PAPER STREET incontra gli sceneggiatori Andrea Cedrola e Stefano Grasso in un'intervista a cura di Federico Braconi
La seconda famiglia è un corto (27') inserito fuori concorso al Festival ed è stato proiettato oggi in Sala Perla: narra la vicenda di un'assistente sociale che prende a cuore una famiglia di immigrati più di quanto non richieda la sua professionalità. Una coppia e una bimba, immigrati appunto. L'inevitabile tragedia avviene quando due sconosciuti, palesemente stranieri anche loro, aggrediscono la madre della bimba mandandola all'ospedale. Sono qui che le certezze dell'assistente sociale iniziano a vacillare e....
“volevamo fosse chiaro, più che altro, la posizione dell' Italiano nei confronti dell'Immigrato, più che il tema dell'immigrazione in sé” -ci spiegano Andrea Cedrola e Stefano Grasso (autori della sceneggiatura insieme a Carlotta Massimi)- “secondo noi è interessante sottolineare come la protagonista (una splendida Alba Rohrwacher, ndr ) passi da una fase di PREGIUDIZIO completamente amichevole verso gli immigrati in toto - visti come categoria - ad una fase di dubbio (che sfocia poi in avversione, aggressione addirittura) che si insinua in lei a causa del suo coinvolgimento in prima persona, proprio come quando un'idea (nel senso platonico del termine) vacilla di fronte al confronto con la realtà quotidiana. Il corto si chiude quindi con la sua presa di coscienza, non tanto se gli immigrati siano buona o cattiva gente, quanto sul modo con cui si tende a confrontarvicisi.”
Un'ottica, a modestissimo parere di chi scrive, che appare sicuramente “onesta” e in un certo qual modo nuova. Non si parla di immigrati, in questo film, sia chiaro: si parla di italiani.
“Secondo noi Dall' Ara(il regista) ha fatto un ottimo lavoro. Ha tenuto uno stile sobrio e semplice, rispettando completamente il progetto che gli avevamo sottoposto. Questo film si inserisce in una serie di progetti e lavori che abbiamo realizzato in collaborazione con i vari settori del Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma, centro dal quale ci siamo appena diplomati, realizzati in collaborazione con Medusa Film. Speriamo di aver chiuso per un po' coi corti”-continuano poi gli autori- “sono un ottima palestra per i registi ma non abbastanza per noi sceneggiatori. In un panorama come quello del cinema italiano, dove il ruolo e l'identificazione con il personaggio giocano un ruolo assolutamente fondamentale per la buona riuscita di un lavoro, rapportarsi con tempi di respiro così brevi (25, 15, talvolta addiritturra 5 minuti!) , è sicuramente riduttivo, forse addirittura inutile, per un lavoro accurato e profondo come è il nostro nei confronti dei personaggi.
Ovviamente il lungometraggio comporta un altro tipo di problemi ma potrebbe darci sicuramente molta più soddisfazione.”
Ringraziandoli, Paper Street augura i migliori auguri a questi due giovani autori (che ci sembrano tanto umili quanto intelligenti e volenterosi) per la loro carriera cinematografica, certi che riusciranno a scrivere buoni prodotti (al di là del successo mediatico che riscontreranno) in un panorama che, oggi come oggi, forse troppo spesso, sembra fatto più di gossip, soldi e Nomi che altro.
P.S. Per motivi di spazio non è stato possibile inserire visioni e riflessioni sul Cinema di oggi degli intervistati. Una discussione molto interessante che verrà forse scritta e ripresa in una sezione a parte.




