66esima Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia

Lebanon - Samuel MaozPrimo giorno della prima guerra del Libano, giugno 1982. Un plotone di paracadutisti (nome in codice Cenerentola) e un carro armato (nome in codice Rinoceronte) vengono mandati a ispezionare una cittadina che la contraerea aveva già bombardato. “Una gita scolastica”, dice il sergente. I militari però perdono il controllo della missione e la faccenda si complica. Assi, il responsabile del carro armato, deve gestire situazioni di panico che si generano tra i suoi tre subordinati di minuto in minuto. Prima un primo assedio e un missile che colpisce Rinoceronte, poi la radio che salta e il comandante che dice di continuare....

Un film ebraico. Un po' strano. Molto, molto intenso.
Una macchina da presa incollata come un'ombra sui volti sporchi e sudati dei militari trasmette tutta l'ansia e la paura che possiamo solo immaginare della guerra. Un largo uso del dettaglio e dell'iride (che dà l'idea del mirino del carro) riesce a trasmettere la tensione claustrofobica di Shmulik, Herzi e Yigal, ragazzi giovani e spaventati a confronto con una realtà che non vorrebbero nemmeno immaginare.

Proprio bravo questo Mauz. Non so quanti registi sarebbero riusciti a gestire novantadue minuti di pellicola girati INTERAMENTE all'interno di un carro armato. Bravi anche gli attori, dai protagonisti alle comparse, che trasmettono angoscia, paura, rabbia. Un vero film di guerra coraggioso e innovativo s'è visto oggi in sala Darsena. Non so quanti italiani avranno la fortuna di poterlo apprezzare; da noi avrebbe più mercato un sandalo con le suole adesive.

I miei complimenti più sinceri Mr Mauz. Spero che si farà rivedere qui da noi.

P.S. Credo, ora che ci penso, che guardare questo film in una sala cinematografica sia essenziale per apprezzarlo a pieno: tenetene conto quando, una mattina alle cinque Raitre – forse - lo trasmetterà.


Federico Braconi