66esima Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia

Genere: documentario Durata: 70'

Hollywood sul Tevere– Marco SpagnoliIl documentario di Spagnoli celebra il ventennio, tra inizio anni cinquanta e fine anni sessanta, in cui Roma, oltre ad essere la capitale del cinema italiano, divenne un punto di riferimento per il cinema mondiale grazie alle molte produzioni hollywoodiane girate nella capitale. Immagini di repertorio mostrano la ascesa e la caduta di questo periodo con tutte le sue evoluzioni.

Si comincia dai primi anni del dopoguerra, dove dal pessimismo del Neorealismo si passa alla leggerezza delle commedie all'italiana sino a giungere all'epoca dei peplum, dove impressiona ancora ora la maestosità di certi set cinematografici. L'avvento di Hollywood a Roma comportò numerosi cambiamenti di stile: divi del calibro di James Stewart, Liz Taylor e registi come Wylder e Mankiewicz diedero nuova importanza al cinema italiano che divenne un faro per il cinema mondiale. Si assiste anche alla nascita della “Dolce Vita” e della Mostra del Cinema di Venezia nel periodo del suo massimo splendore.

Obiettivamente è un buon documentario, interessante, ma non introduce nulla di nuovo: il regista si è limitato a montare le immagini e il risultato non è molto diverso dai comuni documentari televisivi. Stona molto il commento musicale; Spagnoli ha utilizzato delle musiche moderne accostandole ad immagini di cinquant'anni fa, apparentemente senza alcun criterio. Certo rimane il fascino per un periodo che non tornerà più, in cui fare cinema aveva un altro significato e gli attori erano delle icone mondiali di stile e fascino mai più eguagliati.


Giovanni Pesce