Accident – Pou-Soi Cheang
Al Pala Biennale è stato proiettato stamane un interessante e ben costruito film cinese intitolato Accident. Lo spettatore viene subito travolto da un corpo di donna che, nei primi fotogrammi, sfonda il parabrezza di una macchina morendo sul colpo. Questo antefatto, cruciale per lo svolgimento del film, dà il via agli 89 minuti di girato che hanno per protagonista un gruppo di “coreografi di incidenti”: pagando un’alta cifra di denaro si può infatti commissionare omicidi (che appariranno alle forze dell’ordine come sinistri) ad un gruppo di specialisti: “Mente” il silenzioso e freddo capo del gruppo, “Donna”, sensuale quanto pericolosa collaboratrice, “Zio”, il più vecchio dei quattro, e infine “Trippa”: corpulento individuo addetto a riscuotere il denaro dei mandanti.
Accident, a chi scrive, è piaciuto molto ed è stato il miglior modo per cominciare questo 66° Festival del Cinema di Venezia. Una regia silenziosa e impeccabile, per nulla invadente, orchestra splendidamente le vicende senza mai cadere nel già visto. Le prestazioni del cast sono altrettanto valide: su tutti il migliore è certamente il protagonista “Mente”: l’attore Louis Koo è impassibile e granitico nella prima parte per poi trasformarsi in paranoico, fino all’ossessione, nella seconda.
Il montaggio è sobrio, lineare. La colonna sonora invece (forse unica pecca) non è certo troppo incisiva. Gli applausi, alla fine del film, arrivano. E a ragione.
Il cinema cinese si conferma come una realtà in continua crescita capace di sfornare film convincenti che conquistano spesso sia il pubblico che la critica. Questo, e altri lungometraggi, ne sono la prova lampante. Il cinema europeo è avvisato.




