Good Morning Aman – Claudio Noce
Con Said Sabrie, Valerio Mastandrea, Anita Caprioli. Italia. Genere: drammatico Durata: 103'
La pellicola di questo giovane regista racconta la storia di tre solitudini, di tre persone che sentono il disperato bisogno di aggrapparsi agli altri per sopravvivere. Il protagonista è Aman, un ragazzo somalo emigrato a Roma che trascorre le sue giornate vagando per la capitale senza una meta precisa, un giovane desideroso di emergere e di levarsi da un ambiente che non sente più suo.
Una notte Aman incontra Teodoro, un pugile fallito che non esce di casa da tre anni, un personaggio ambiguo che finisce per diventare l'unico amico del protagonista, trascorrendo insieme giornate vuote, nel tentativo di aiutare Teodoro a rifarsi una vita. Aman è attratto da Sara, una ragazza sbandata anche lei desiderosa di evadere dal marcio che la circonda ma ben presto il giovane si renderà conto che la loro è una fuga impossibile mentre sarà sempre più complice di Teodoro e della sua follia autodistruttiva.
Ben diretto da Noce, il film si avvale di una bella colonna sonora che riesce a descrivere i disagi e i sentimenti dei personaggi e di un montaggio particolarmente efficace in determinati momenti.
Ottima la scelta del cast: particolarmente efficaci le interpretazioni di Said Sabrie, attore emergente e dotato di un volto molto espressivo, e di Anita Caprioli: per quanto il suo ruolo sia marginale rispetto agli altri due, emerge grazie alla sua prorompente personalità.
Il difetto della pellicola è che rende solo in superficie; Noce è stato abile nell'evitare le trappole che la sceneggiatura avrebbe potuto comportare (un banale film sull'immigrazione) ma non lo è stato altrettanto nell'approfondire la vicenda, rifugiandosi spesso in escamotage un po' abusati come le scene immaginate da Aman, invece che affrontare direttamente l'azione. Per quanto abbia delineato bene i caratteri dei personaggi spesso li fa agire d'istinto, dando sfogo in modo plateale alle loro frustrazioni, rinunciando ad un analisi maggiormente introspettiva e non sfruttando i loro silenzi.
Obiettivamente un buon film, con qualche difetto che comunque non stona troppo e non lo fa naufragare infatti il pubblico presente in sala ha apprezzato la pellicola e ha partecipato attivamente, facendo domande al trio di attori alla fine della proiezione.




