66esima Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia

Italia - Documentario

Negli occhi – Francesco Del Grosso e Daniele AnzellottiGiovanna Mezzogiorno e i due giovani registi celebrano la vita e la carriera del padre dell'attrice: l'attore Vittorio Mezzogiorno. Un omaggio sincero, un documentario che analizza, grazie al contributo di amici, colleghi e filmati di repertorio, la figura di questo artista complesso.

Dalle interviste rilasciate da personaggi del calibro di Peter Brook, Michele Placido, Giuliano Montaldo e Francesco Rosi (solo per citarne alcuni) emerge l'impegno e la serietà con cui Vittorio affrontava i suoi ruoli, fin dagli esordi.

Filmati di repertorio mostrano l'attore agli inizi, durante il suo sodalizio con Eduardo De Filippo e poi successivamente mentre recita nel “Mahabarata” con la regia di Peter Brook. Giovanna indaga, intervista gli amici intimi di suo padre e da ognuno di loro emerge un'immagine diversa ma sempre positiva, in particolare molti concordano sul fatto che Vittorio era l'emblema dell'attore napoletano: l'artista che “vive” solo grazie al contatto col pubblico.

Interessanti i frammenti che riguardano il rapporto tra Mezzogiorno e la sua famiglia: una famiglia molto unita, che viene ripresa dai due registi dentro una cornice per evidenziarne non solo la vastità ma anche la complicità fra i membri. Dai suoi colleghi emerge il rammarico, il dispiacere di aver perso un artista così giovane che non aveva bisogno di conferme ma che avrebbe sicuramente regalato interpretazioni memorabili e che, come rivela Placido, voleva anche specializzarsi nella regia. Toccante l'intervista a Giuliano Montaldo che si trattiene a stento dalla commozione mentre l'unico neo è l'intervento di Tatti Sanguineti, l'unico che cade nel banale e che si dilunga in un discorso senza capo né coda.

Il pregio di questo documentario è che riesce a descrivere la nostalgia e il vuoto lasciato da questo attore senza essere stucchevole, anzi risulta in molti momenti ironico e gli intervistati si sono abbandonati ai ricordi naturalmente, come in una normale conversazione. Grande ovazione del pubblico alla fine della proiezione, accompagnata anche dalla commozione molto sobria di Giovanna Mezzogiorno, presente in sala solo all'inizio e alla fine ma che forse non ha voluto vedere per intero il film per evitare la troppa emozione.


Giovanni Pesce