65esima Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia

di Marco Bechis

Bird Watchers - La terra degli uomini rossiPresentato il terzo film italiano in concorso. Italiana la produzione, il regista e i due attori, qui non protagonisti, Claudio Santamaria e Chiara Caselli; ma girato interamente in Brasile con protagonisti non professionisti presi tra gli indigeni.
Un gruppo di indios lascia la riserva a cui è stato assegnato per trasferirsi sul ciglio di una strada, di fianco al campo di un latifondista che era stato per secoli la terra dei loro avi. Rinascono così inevitabilmente i contrasti tra i nemici di sempre: gli indigeni e i bianchi europei colonizzatori e sfruttatori.
Bechis ha dichiarato che il suo è il primo vero film girato dalla parte degli indios, non più silenziose vittime in attesa di un redentore bianco ma protagonisti a tutti gli effetti, centro drammatico dell’opera. La novità di tutto ciò salta subito agli occhi vedendo le star Santamaria e Caselli recitare in portoghese e relegate a due ruoli marginali. Si parla di orgoglio e di giustizia dipingendo la situazione particolarissima della convivenza tra culti e tradizioni antichissime con la civiltà occidentale che arriva a sconvolgere anche i più piccoli villaggi amazzonici. La facile chiave di lettura che vede nel progresso la rovina degli indios è si accolta ma problematizzata e al servizio soprattutto di una storia, non di un saggio antropologico. Il film riesce ad essere potente denuncia di un genocidio lungo sei secoli senza scadere nel retorico o nel didascalico del documentario. Molto bravi gli indigeni, tutti non professionisti, convinti e preparati da Bechis durante una serie di soggiorni che hanno coperto un arco di diversi anni.
Il pubblico ha accolto favorevolmente questo film coraggioso che certamente si candida ad essere una sorpresa in questa mostra dove si sono visti finora ben pochi capolavori.


Giacomo Lamborizio