Mostra del Cinema - 2 settembre 2008 (un semi-editoriale)
Svanito l'entusiasmo del primo giorno, dopo le successive visioni del secondo si arriva oggi a questa terza giornata al Lido decisamente dubbiosi. Anche stamattina la redazione è attiva fin dalla primissima proiezione con BirdWatchers di Bechis. La mattinata prosegue poi con Vegas dell'iraniano Naderi, storia drammatica che più che un dramma ricorda certe avventure del mitico ragionier Fantozzi. Sfogliando la rassegna stampa sul festival i titoli non sono certo entusiasti "Una delle edizioni più sonnacchiose degli ultimi anni", così una giornalista intitola il suo pezzo su un quotidiano. Sperando in una ripresa finale (c'è ancora tempo) continuiamo a vedere e scrivere della nostro sguardo, per ora non certo appagato: insomma c'è tempo fino al 6 per cambiare idea. Volevo chiudere parlando di un cortometraggio che ieri non ha trovato spazio tra le nostre pagine: We Who Stayed Behind, di Martin De Thurah; in uno scenario apocalittico e deserto (ormai visto e rivisto all'infinito tra 28 giorni dopo, Io sono leggenda e il più recente ancora E venne il giorno) gli adulti muoiono tutti per un infezione che fa diventare il sangue grigio (che bella metafora -!-) e il mondo è in mano ai bambini (anche questa idea nuova, forse De Thurah non aveva visto nel 1984 Grano rosso sangue a sua volta tratto da un racconto di Stephen King, che in certe sequenze è identico). Ma ecco che la tenera love story tra due undicenni riporta la speranza e la luce torna a illuminare le notti del loro piccolo paese. Qualcuno lo applaude anche. Non basta un finale suggestivo e una voce dolce e infantile fuori campo a rendere questi 25 minuti validi. Adesso speriamo in Darren Aronofsky. Aspettiamo.




