“Vorrei essere nato al contrario per capire questo mondo storto” - Jim Morrison

Ma perché i Dari?
Io ho sempre accettato i gusti musicali di tutti, ma adesso BASTA!
Non ne posso più. I media, la pubblicità, la gente ( i ragazzini, il futuro) mi vengono a dire, con rispetto parlando, che i Finley, i Dari, i Lost e altri gruppi di cui per fortuna non ricordo il nome, sono la rappresentazione della nuova cultura rock in Italia.
Ma ciucciati il calzino!
Per favore… questa affermazione non può stare né in cielo né in terra, nemmeno uno strafatto di LSD potrebbe averla concepita; l’unica cosa che posso ammettere è che questi gruppi, ben costruiti da mani sapienti e orchestrati da qualche burattinaio, sanno come far parlare di sé e attirare sempre gli e le adolescenti ( $soldi$ ) riscuotendo un discreto e volatile successo senza, a mio modesto parere, lasciare nulla alla musica.

La vera cultura rock italiana è rappresentata da Afterhours, Verdena, Subsonica, Linea 77, Porno Riviste, Ministri ( e moltissimi altri che non scrivo per mancanza di voglia e per non fare un lungo elenco della spesa) senza andare a scomodare chi il rock lo porta avanti da più di 30 anni, la gloriosa PFM, ed è tutta gente che NON riempie San Siro a ogni concerto e NON guadagna milioni. Semplicemente sono i portabandiera di questa filosofia e fanno si che in Italia rimanga una minima cultura rock che permette ai ragazzi (ormai pochi) di poter incominciare a suonare e comporre versi per poi nel bene e nel male esporli al pubblico, magari facendo brutte figure ma comunque provando a vivere un momento rock n’roll da protagonisti.

Alla fin fine se uno si guarda bene intorno il rock lo trova un po’ dappertutto : locali che fanno suonare musica dal vivo ( - cover + pezzi originali, please ), mini festival o feste popolari che richiamano un po’ di gente per la presenza di qualche gruppo più famoso, senza parlare dei festival storici purtroppo sempre più rari che attirano migliaia di persone, e tornando nel piccolo, amici o conoscenti che suonano o hanno suonato in qualche gruppo rock; insomma rock is all around ma non è quello che dicono i media e le case discografiche.
Non dimentichiamoci mai che il rock non è far successo, il rock è lasciare un segno se pur piccolo del proprio passaggio in questo mondo, il rock è il miglior modo per esprimere emozioni, per scaricarle e per farle vivere, il rock è passione, impegno, amore, luci, sudore, birra, festa, casino, filosofia di vita, via d’uscita, allegria, spensieratezza, poesia, felicità, tristezza, fuga, angoscia, paura, delirio, pensiero, stile il rock è tutto, il rock è rock.

Il rock per viverlo bisogna capirlo, per capirlo bisogna conoscerlo, per conoscerlo bisogna viverlo.

Butto via il microfono.
Appoggio la chitarra all’amplificatore.
Me ne vado.
Spengo la luce.


Valerio Calvi