Colazione da Tiffany - Truman CapotePuò capitare che da ottimi libri siano tratti film inguardabili, così come è possibilissimo che film eccellenti provengano da libri illeggibili. In alcuni, rarissimi, casi, entrambe le cose sono ben fatte e “Colazione da Tiffany” di Truman Capote può comodamente annoverarsi tra questi ultimi. Scritto nel 1958, questo libretto di poco più di cento pagine ci presenta un’eroina insolita e affascinante cui qualche anno dopo, nel 1961, Audrey Hepburn presterà il volto.

Holly Golightly, a detta del Times “la più affascinante gattina mai uscita dalla macchina da scrivere di Capote”, è una giovanissima attrice mancata, dalla sessualità incerta, che vive i suoi vent’anni senza regole, divisa tra boss mafiosi, produttori cinematografici e miliardari. Nell’appartamento accanto al suo si trasferisce uno scrittore di poca fama che sarà coinvolto nel confusionario e chiassoso mondo della ragazza e che non potrà fare a meno di innamorarsi di lei. Insieme a loro troviamo Sally Tomato, paterno boss mafioso che si servirà dell’ingenuità di Holly, Joe Bell, barista timido e infatuato della giovane e una miriade di uomini più o meno affascinanti che la ragazza classificherà in “vermi e supervermi”. Coinvolta in uno scandalo e in un arresto, travolta da un amore passionale con un uomo troppo attento ai propri interessi, alla fine del racconto la ragazza ci sembrerà più vecchia dei suoi diciannove anni, più spaventata di quanto lei stessa non ammetta e più coraggiosa di quanto chiunque avrebbe mai potuto prevedere.

Molto meno conosciuto rispetto al più noto film di Blake Edwards, questo breve romanzo ha ben poco a che spartire con la famosissima pellicola hollywoodiana in cui la stessa Holly viene passata al vaglio della censura, perdendo spontaneità e scandalo, guadagnando in dolcezza e charme. Scrittore tagliente e innovativo, Capote ha creato un’eroina insolita per l’America di fine anni ’50, in cui aborti e convivenze sembravano un terribile misfatto, lasciando alla leggerezza di questa ragazza l’arduo compito di trattare tematiche tanto scottanti. Il risultato è un racconto scorrevole e divertente, toccante nelle pagine più drammatiche ed eccezionalmente vivo.


Stefania Cava