26º Torino Film Festival

Ovvero come odiare Mereghetti in 16 righe

La Nona Porta - Roman Polanski L’interessante retrospettiva proposta dal Festival piemontese offre l’occasione di rivedere al cinema anche il film “The ninth gate”.

Dean Corso, interpretato da uno strepitoso Johnny Depp, è un esperto di libri antichi. Boris Balkan, è un ricco appassionato di occultismo che colleziona volumi esoterici e paga una fortuna al giovane perché vada in Europa e si impossessi delle altre due copie esistenti di un libro intitolato “La nona porta”. L’opera di Aristide Torchia, scritta nel 1666, è stata bandita e bruciata insieme al suo autore poiché ritenuta capace di evocare il maligno. Balkan ha già comprato l’unica copia rarissima disponibile negli Stati Uniti ma non gli basta vuole anche quelle circolanti nel vecchio continente poiché ritiene che una soltanto sia l’autentica originale in grado di evocare Lucifero.

Il film, molto avvincente, è tratto dall’altrettanto affascinante romanzo “Il club di Dumas”. Emmanuelle Seigner e Frank Langella, oltre al già elogiato Depp, recitano il copione in maniera sublime coinvolgendo lo spettatore in un viaggio attraverso il Portogallo, la Spagna e la Francia. I colpi di scena non mancano così come le vicende misteriose, che non possono lasciare indifferente chi guarda, sono perfettamente accompagnate da una delle colonne sonore più potenti e inquietanti di sempre.

Mereghetti, il celeberrimo critico autore dell’omonimo dizionario, nonché autorevole collaboratore del Corriere della Sera, lo archivia dandogli un pallino (che è anche peggio della mono-stelletta) considerandolo una delusione e scrivendo anche che la fotografia e le musiche sono sotto gli standard abituali degli autori (ma l’ha visto sul serio questo film?). Mereghetti, o uno dei suoi collaboratori che co-opera nella stesura del dizionario, nella recensione in questione lo apostrofa addirittura come “un lavoro alimentare”. Ah, ah, ah. E’ incredibile quanto un critico possa guadagnarsi così tanto odio in sole sedici righe. Come si fa a dire che “Polanski sembra incerto tra la parodia e il serioso percorso iniziatico?” sono espressioni che per un film del genere anche il più severo dei critici dovrebbe risparmiarci. E dire che l’autore di questa stroncatura è tra i più, letti e seguiti di Italia per quanto riguarda il settore. Chissene frega. Io il pallino per “La nona porta”, ma ci sono tanti altri esempi nel voluminoso dizionario, non lo accetto. Non lo compro il prossimo anno. Pappappero. Anzi se il Mereghetti dice che un film è bello già non mi piace. Ciccaciccabua.
Guardate questo film di Polanski e capirete i miei capricci. Ascoltate le musiche di Wojciech Kilar e ditemi se mi sbagliavo.
Un pallino? Ma per favore.


Lucio Laugelli