Italo Calvino - Il barone rampante"Il Barone Rampante" è il secondo capitolo della trilogia "I nostri antenati" e riprende certe tematiche fantastiche del precedente "Il visconte dimezzato", seppur con una certa evoluzione stilistica. Romanzo di semplice lettura, tanto da essere considerato uno scritto per ragazzi, ma senza mai risultare banale a livello tematico con degli evidenti riferimenti alla filosofia e alla sociologia che Calvino riesce mirabilmente a rendere fruibili a tutti.

La vicenda è imperniata sul barone Cosimo Piovasco di Rondò che un bel giorno del 1767, in seguito ad un litigio con il mai troppo amato padre, decide, adolescente, di rifugiarsi sugli alberi. La sua sarà una scelta per la vita. Dall'alto della sua posizione vede scorrere gli eventi e ne diventa parte, amando, odiando, partecipando alla vita tanto dei poveri quanto dei ricchi, suscitando sentimenti contrastanti in chi lo incontra. In poco tempo impara tutto quello che gli occorre per non soccombere e molto spesso sarà lui stesso ad insegnare agli altri come fare altrettanto. Sugli alberi troverà anche l'amore tanto agognato, ma che sarà fonte di continue sofferenze, fino a giungere ad un epilogo a dir poco sognante.

La storia è narrata in prima persona dal fratello di Cosimo, Biagio, che sarà l'unico a mantenere un rapporto reale col protagonista, anche se in fondo nessuno dei suoi familiari lo dimenticherà e nei momenti più importanti sarà sempre al centro dei loro pensieri. In fondo Cosimo rappresenta un po' la voglia di evasione dalla realtà che ognuno di noi in cuor suo ogni tanto sogna ma che non ci porta mai a tagliare definitivamente i rapporti con le persone a cui teniamo veramente. Il barone dall'alto della sua posizione contempla, mai passivamente, guarda scorrere la vita ma non riesce a mantenere un rapporto distaccato con essa, vorrebbe rappresentare la spiritualità, ma in fondo la sua è una corporalità camuffata, forse in primis a se stesso.

Calvino infarcisce il romanzo di vicende affascinanti, a volte surreali, passando da storie di amore non corrisposto a vicende piratesche e di briganti, tutte assolutamente funzionali alla vicenda principale, come a voler tenere alta la tensione del lettore senza cadere in espedienti narrativi fini a se stessi. Da ognuno degli episodi si potrebbe trarre una morale o un insegnamento. Chi lo vorrà cogliere ne trarrà beneficio, chi non lo riconoscerà si godrà comunque una vicenda che alla fine farà sognare.


Giuseppe Praino