Gianfranco Manfredi - Ho freddo
“Sai, sto leggendo davvero un bel libro”
“Ah si? E come si chiama?”
“Ho freddo di Gianfranco Manfredi”
“Ah, ma è quello che scrive Magico Vento e Volto nascosto! Di che parla il libro??”
“Di vampiri”
“....”
“Ehi, ma ci sei?”
Tututututu....
Questa potrebbe essere un'ideale conversazione telefonica tra due appassionati lettori che però si sono vagamente stufati (almeno uno...) di questa smodata invasione di romanzi vampireschi che colpisce i nostri luoghi di perdizione preferiti: le librerie. Diciamo subito, a scanso di equivoci, che per fortuna “Ho freddo” non è il classico libro su creature assetate di sangue che non hanno di meglio da fare se non assediare frotte di vergini. L'ultima fatica di Gianfranco Manfredi è una sorta di esplorazione romanzata delle origini del mito vampiresco, di come la credenza popolare non abbia esitato a bollare come sovrannaturali situazioni che invece avevano nulla a che spartire con il mondo ultraterreno.
A ben vedere quasi un'opera anti vampiresca.
L'autore ha utilizzato un grandissimo lavoro di ricerca svolto sul luogo in cui poi è stato ambientato il romanzo, ovvero il Rhode Island, per creare una storia piacevole da leggere, che si attiene a fatti reali, ma che finisce per intrigare il lettore attraverso una narrazione classica e diretta, come si addice ad un ottimo scrittore di fumetti quale è Manfredi. I personaggi che emergono da “Ho freddo” sono tratteggiati talmente bene nella loro psicologia e nell'aspetto fisico da bucare la pagina e trascinarti nei misteri della narrazione, da prendere il lettore per la gola (mai espressione fu più azzeccata...) e trascinarlo nei meandri degli aspetti più turpi dell'animo umano.
Si, perchè di questo si tratta.
Di occhi che vedono ciò che vorrebbero vedere, di orecchie che odono richiami ancestrali provenienti da innocue rocce, di bocche che emettono sentenze senza averne il diritto ed il potere, di braccia che seguono istinti e non ordini superiori.
L'uomo crea i suoi miti e li distrugge senza remore.
Molto interessanti sono anche le note finali del romanzo, in cui l'autore mette a disposizione di tutti coloro che siano stati morsi dalla curiosità, un insieme di dati storici e fatti documentati che sono stati utilizzati per lo sviluppo della vicenda, tra cui la presunta ispirazione trovata da Bram Stoker in questi fatti realmente accaduti per la stesura del suo capolavoro, “Dracula”.
Quindi, cari i miei lettori, se siete stufi di vampiri, impalatori, cacciatori di vampiri e compagnia suonante, ma siete affascinati da ciò che può aver dato origine al mito che si è tramandato fino ai giorni nostri, questo è il libro che fa per voi!
Troverete tutto quello che si può richiedere da un buon libro: intrattenimento, riflessioni e fatti realmente accaduti, mescolati con l'abilità che solo un narratore navigato come Gianfranco Manfredi poteva regalarvi!



