Paura di volare - Erika Jong
“Uomini e donne, donne e uomini. Non funzionerà mai, pensai. Nei giorni in cui gli uomini erano cacciatori e si battevano i pugni sul petto e le donne passavano la vita tra una gravidanza e l’altra e morivano di parto bisognava prenderle contro la loro volontà. Gli uomini si lamentavano che le donne erano fredde, indifferenti, frigide. Le volevano sfacciate. Le volevano selvagge. E adesso le donne stavano finalmente imparando ad essere sfacciate e selvagge, che cosa succedeva? Gli uomini si ammosciavano..." (Erika Jong- Paura di Volare)
Nel 1976, vent’anni prima dell’umorismo scandaloso e dell’emancipazione di Sex and the City, Erika Jong pubblica il suo romanzo, “Paura di volare”, che ha per protagonista una donna estremamente moderna nelle sue contraddizioni. Isadora Wing, affascinante poetessa , è combattuta tra una personalità passionale e dirompente, creativa e profondamente intelligente, e i limiti che lei stessa si impone, soffocata dal timore delle proprie capacità. Dopo un’adolescenza contraddistinta da dubbi e paure sul sesso, dopo una giovinezza trascorsa tra innumerevoli uomini diversi, Isadora rinchiude la propria esuberanza nella gabbia di due matrimoni sbagliati, sposando prima un visionario che tenterà di camminare sulle acque del lago di Central Park, poi un freddo psicanalista che non smetterà di analizzarla nemmeno nel letto matrimoniale. Ormai in crisi e soffocata dai suoi stessi desideri di libertà, tenterà di trovare la felicità accanto ad un altro improbabile compagno, Adrian Goodlove, anticonvenzionale psichiatra poligamo, che la porterà a vincere almeno in parte la paura di volare e delle sue conseguenze, trascinandola in un doloroso e fallimentare viaggio per l’Europa.
La Jong caratterizza il romanzo con uno stile schietto e a tratti volgare, parlando di sesso come farebbe un uomo, lontana dallo stucchevole romanticismo di alcune sue contemporanee, precorrendo ampiamente i tempi e descrivendo una donna caratterialmente contraddittoria, sessualmente emancipata e profondamente spaventata da sé stessa, che sarà protagonista indiscussa della nostra epoca. Dipingendo con occhio cinico e sincero l’universo maschile, accentuandone le caricature e i comportamenti più ridicoli, la scrittrice ci mostra con lucidità la logica talvolta malata che permea le relazioni tra i due sessi, riproponendo interrogativi che ancora oggi difficilmente trovano una risposta soddisfacente.
“Ma che divertimento c’era in questo?Qual era lo scopo? Non era proprio possibile unire philos ed eros, almeno per un po’? Qual era lo scopo di questo giro continuo di perdite alternate, di questo ciclo continuo di desiderio e indifferenza, di indifferenza e desiderio?” (Erika Jong- Paura di Volare)



