Enzo Biagi
9 agosto 1920 – 6 novembre 2007. Stamattina, intorno alle 8, si è spento a Milano il famoso giornalista, scrittore e conduttore televisivo Enzo Biagi. Nato a Pianaccio, un piccolo paesino sull’appennino bolognese, fin da giovane sognava di fare il giornalista.
Agli inizi scrisse per Il Resto del Carlino e poi collaborò con le testate italiane più importanti di sempre: La Repubblica, La Stampa, Il Corriere della Sera.
Ha rivolto le sue domande intelligenti a centinaia di personaggi celebri nel mondo dello spettacolo, della letteratura, della politica.
Allontanato vergognosamente dalla televisione per alcune stagioni è stato l’autore del Fatto, uno dei programmi più seguiti e sintetici (ma allo stesso tempo profondi) della storia della televisione italiana.
Commosso lo vorrei ricordare proprio seduto dietro alla scrivania del Fatto a porre domande interessanti e mai moraliste; soprattutto rimangono indelebili nella mia memoria, e certamente in quelle di molti altri, le concise parole con cui era solito chiudere la trasmissione guardando in camera e mostrando quel suo sguardo saggio, in parte sereno e in parte inevitabilmente rassegnato.
“Biagi sa far vibrare la corda poetica, temperandola con quella ironica: con un occhio piange e fa piangere, con l'altro ride, e fa ridere o almeno sorridere. Ma la sua ironia che non traligna mai in sarcasmo, è più da trattoria o da dopolavoro che da salotto o da club" - Roberto Gervaso



