Mondo senza fine - Ken Follett"Gwenda aveva otto anni, ma il buio non le faceva paura.
Quando aprì gli occhi non vide nulla, però non fu questo a spaventarla. Sapeva di trovarsi al priorato di Kingsbridge, nel lungo edificio di pietra chiamato ospitale..."


Basta leggere queste poche righe, l'avvio della storia, per sentirsi nuovamente a casa. Già, perché non potrà non essere così per quanti hanno avuto modo di leggere I pilastri della terra, romanzo del 1989 ed ideale prequel di Mondo senza fine. Solo ideale in quanto sono passati ben due secoli dalle intricate ed entusiasmanti vicende del primo dei due "tomi" (termine quanto mai azzeccato trattandosi di volumi che superano entrambi le mille pagine) e l'ambientazione resta l'unico elemento con un che di familiare. Tuttavia ben poco ci vuole per farsi completamente assorbire dal nuovo intreccio sapientemente costruito dall'autore. Tra misteriosi documenti nascosti nella foresta, lotte per il potere ed il prestigio, uomini di chiesa corrotti, arroganti cavalieri e intraprendenti commercianti, viaggi attraverso l'Europa afflitta dalle guerre e dalla peste, intrighi e soprusi le pagine scorrono con estrema facilità e la curiosità del lettore viene continuamente stuzzicata attraverso l'abile lavoro di taglio e cucito grazie al quale le vicende personali dei protagonisti vengono collegate. Insomma, un classico libro da prendere e divorare nel giro di pochi giorni (tempo permettendo) e da inserire nel novero della letteratura consumistica pur senza dimenticare l'enorme labor limae che sicuramente un'opera di questa portata ha richiesto (in termini di ricostruzione storica, documentazione, ricerca introspettiva dei personaggi, ecc...). D'altronde è stato recentemente affermato da Follett in un'intervista che il suo obiettivo è proprio quello di scrivere romanzi per la gente (evidentemente per un pubblico più vasto possibile) e quello di poter godere di questo successo mentre è ancora in vita (a differenza di tanti autori scoperti troppo tardi).

E per coloro che penseranno a questo nuova fatica dell'autore come ad un'accozzaglia di cose già lette nel precedente romanzo non si può che rispondere, penso, richiamando il titolo, Mondo senza fine. Un mondo popolato da maschere sempre diverse ma che amano, lottano e sbagliano sempre allo stesso modo.

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Gabriele Guglielmi