The Dream Band
Ci dovrebbe essere una band di all-stars dentro ognuno di noi.
Dovremmo portarci dentro la selezione dei migliori di sempre, che in perfetta armonia, compongano la colonna sonora della nostra vita.
In modo tale da darci la forza di affrontare tutto serenamente ma anche, quando serve, con la giusta energia.
E ogni tanto qualche nota malinconica, e qualche brano buffo, goffo, che faccia ridere.
Tutto insieme ben schekerato nei nostri corpi.
Se questa band esistesse, in tutti noi, si andrebbe alla grande, ne sono sicuro.
Purtroppo le band che accompagnano molti di noi sono scadenti orchestrine di liscio o gruppi “aspiranti metallari” di quart’ordine…
Se ci fosse la dream-band il mondo sarebbe quasi perfetto.
A scandire il tempo, a solfeggiare le nostre giornate, infinito metronomo: John Bonham, il batterista dei Led Zeppelin, indiscutibile maestro delle percussioni, chilometri davanti a Ringo Star dei Beatles, che però potremmo tenerci di riserva in caso di collasso dell’omone John.
A dare quel tocco poetico, infinitamente delicato e forte contemporaneamente, a scrivere i testi delle nostre giornate, il narratore più scaltro e strafottente mai esistito, direttamente dai Doors, il Re lucertola, Jim Morrison.
Al microfono, a cantare ciò che siamo, a urlare, con la sua voce ovattata, quello che amiamo e ci piacerebbe vivere, il più grande cantante di tutti i tempi, inventore di mode e look non ancora tramontate, The King, Elvis Presley…(se gli salta una corda vocale, o ha un periodo di calo di voce, lo sostituiamo al volo con The Voice, il buon vecchio Frank Sinatra)
E poi al basso, a riempitivo dei momenti di stasi, a colmare la noia, quando riesce a governare serena, il più grande bassista del mondo, dai Red Hot Chili Peppers: Flea.
Ancora Doors, perché chi può essere il più grande tastierista mai vissuto se non Ray Manzarek? Ad accarezzare con le sue mille mani i tasti delle nostre emozioni, a volte forte per ricordarci che probabilmente dovremo soffrire molto ed essere molto forti; a volte dolcemente perché l’amore ci salverà, là dove ce ne sarà bisogno.
Infine alla chitarra l’immortale Jimi Hendrix…pronto a spaccare il dorso della sua chitarra su tutte le teste di cazzo che ci incastreranno. Jimi, con le mani posate sulle corde di una vecchia chitarra, ad interpretare metallici accordi, semplici per le giornate che lo richiederanno, scomodi e difficili per le impervie e gli arcani che ci pioveranno addosso…
Chi meglio di loro?
E se la band si scioglie, se si spegne l’armonia in cui lavora, se il lume della creatività svanisce?
Nessun rimpianto, nessun dolore. Fuori uno avanti un altro: è pieno di illustri riserve che siedono in panchina e vogliono giocarsi la possibilità di dimostrare che tra i titolari dovevano esserci loro…fin dal primo istante, fin dal giorno in cui siamo nati.
Eccoli parcheggiati e pronti a non far rimpiangere i loro predecessori: John Lennon, Bob Marley, Lou Reed, Bob Dylan, Kurt Cobain, Roger Waters, Tree Cool, Freddy Mercury, i fratelli Gallagher, Dexter Holland, Anthony Kiedis…




