Il libraio di Selinunte - Roberto Vecchioni A Selinunte (cittadina siciliana celebre per i suoi resti archeologici) le persone non hanno più le parole per comunicare fra di loro, si sono dimenticate i nomi delle cose e sono costretti a chiamarle con assurde perifrasi. Gli abitanti si sono ridotti ad usare pochi termini fondamentali ed hanno visto progressivamente il loro linguaggio impoverirsi e perdere quelle sfumature che gli conferiscono grande potenzialità espressiva. Solo un ragazzo, Frullo, è rimasto immune dal "morbo" ed è lui a raccontarci come sono andate le cose a Selinunte, a raccontarci come un giorno sia arrivato in città un uomo di aspetto sgradevole e di indole misteriosa: un libraio...

Il libraio di Selinunte è una favola sospesa in una Sicilia moderna ma arcaica, una storia sussurrata e che vive degli echi della letteratura di ogni tempo richiamata dall'abile penna del professore-cantautore. Tramite i celebri frammenti riportati che spaziano da Sofocle a Shakespeare, da Saffo a Proust, da Catullo a Tolstoj, si vuole in qualche modo rimarcare la centralità della parola come patrimonio di tutti e come strumento peculiare dell'essere umano di qualsiasi epoca (anche in quella della televisione e di internet). Il linguaggio è inteso così non solo come un mero "attrezzo" da usare nella vita quotidiana ma come un qualcosa che si vive, si sperimenta, un canale insostituibile per esprimere la complessità dell'uomo. Una critica dunque verso una società, la nostra, in cui si sono perse tutte le sfumature e con esse "i sentimenti che le accompagnano o le provocano".

Roberto Vecchioni, conosciuto ai più per la sua fama di cantautore, scrive un racconto piacevole ed ispirato che certo propone a tratti alcuni elementi narrativi non nuovi ma caricandoli di valenze diverse ed attuali.


Gabriele Guglielmi