I giorni di Fred - Leo Chiosso“Ci vado, la vedo, è lei,
ma dalla nebbia
ne spuntano altri sei…”


Il paroliere di Fred Buscaglione dedica 124 pagine a chi, partendo da Torino, ha regalato a tutta Italia un nuovo genere musicale. Un misto di swing e jazz accompagnato da storie di gangster, bellezze mozzafiato e fiumi di whisky. Canzoni storiche come Eri piccola così, Che Bambola, Teresa non sparare o Che notte, sono state splendidamente cantate dal co-protagonista di questo libro; Leo Chiosso infatti scrive in prima persona raccontandoci di come, dove e quando ha conosciuto l’amico di una vita e in modo ironico e nostalgico racconta della crescita professionale sua e di Buscaglione, degli amori che li hanno accompagnati e di quel 3 febbraio 1960, quando il cantante perse la vita all’alba di una giornata romana, a bordo della sua Ford rosa confetto.

Non di certo una biografia, questo libro edito da Mondadori, ci trasmette in maniera efficace le sensazioni che provavano i giovani nel dopoguerra e la voglia di liberare le proprie paure, i ricordi di morte sprigionando la propria energia nelle passioni più sincere, in questo caso nella musica. E quindi il mito degli Stati Uniti, la voglia di un paese che deve rinascere e il carattere spigoloso e timido (nessuno credo l’avrebbe immaginato) di questo ragazzo, originario dell’altobiellese, che diventerà poi un’icona di questo periodo. Nei capitoli finali emerge anche la donna di una vita: Fatima, originaria del Marocco, cui Fred era legatissimo; una storia d’amore non destinata al lieto fine. Sullo sfondo di queste pagine una Torino lacerata dai bombardamenti del secondo conflitto che però, come scrive Chiosso, era comunque bellissima, nella sua voglia di ricominciare.

La forza della creatività e del successo di Fred Buscaglione (che mai cedette a chi gli proponeva di andare a San Remo) stava nel cantare con un linguaggio nuovo, a tratti bizzarro, qualche volta parlato, con cui entrava, tramite le radio e le prime televisioni, nelle case degli Italiani.

“Decidemmo di cantare non d’amore, ma di passioni. Non di tramonti strappalacrime, ma di albe con il mal di testa per i whisky facili. Non di occhi tremolanti d’amor ma di occhi pesti a causa di una rissa per i favori di una bionda modello 103”.


Lucio Laugelli