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Amsterdam - Ian McEwan“Un romanzo sull’ambizione, sul tradimento e sulla stupidità umana…”. Così ha definito l’opera l’autore. E se lo scrittore in questione, poi, risulta essere Ian McEwan, saranno centosettanta pagine formidabili. Pubblicato nel ’98, Amsterdam è un confluire di storie e di destini, un incedere verso un finale rombante e rumoroso, spettacolare, un fuoco d’artificio letterario. Sono le vicende di Clive Linley, musicista, occupato dalla stesura di una fantomatica Sinfonia del Millennio, di Vernon Halliday, giornalista intraprendente e spudorato che tenta di far crollare dalla poltrona di Ministro degli Interni l’odiato Julian Garmony, politico col vezzo del travestitismo.

Seguendo la lezione calviniana, McEwan incrocia i destini di questi tre uomini. Nessuno ha ragione, niente è bene o male. Tutti sono odiabili. Ognuno cerca con egoismo la realizzazione del proprio intento, calpestando con indifferenza il resto dell’umanità con cui ha a che fare, senza curarsi di concetti deboli come sentimento e civiltà. E’ proprio questo Amsterdam: il “deserto morale” di fine millennio, la caduta netta dell’eticità umana a favore del più macabro individualismo.

Il collante e il pretesto della storia è una donna, Molly Lane, amante di tutti, moglie di George Lane, che sola riesce a sopportare i fardelli quasi morbosi dei tre uomini. Tutto inizia col suo funerale, tutto finisce col suo ricordo. Forse Molly è stata ideata da McEwan per simboleggiare il tramonto di una maturità che piano si era creata durante la seconda metà del Novecento e che con l’avvento di una concezione individualista della storia va morendo, lasciando negli interpreti del nuovo Millennio un vago e bruciante ricordo, un’offuscata immagine di ciò che è stato.

Vincitore del Booker Prize nel ’98, Amsterdam risulta godibilissimo alla lettura. Una penna, quella di McEwan, che rimbalza con metodo tra le vicende dei protagonisti, creando un affresco colorato, regalandoci scorci di una quotidianità ricamata con perizia. E’ la prospettiva a dominare l’insieme: sono le influenze soggettive a catapultarci in una situazione da cui è difficile districarsi. Uno dei più grandi interpreti della letteratura contemporanea ci regala un’analisi precisa e romanzata sulla decadenza di alcuni valori etici fondamentali.


Alessio Cappello